35 – Cabiria

tempio di moloch, eugenio bava, gabriele d'annunzio, giovanni pastrone

Un film muto di esattamente cento anni fa non è proprio ciò che lo spettatore contemporaneo cerca nel cinema, eppure sono molti i motivi per cui potrebbe valere la pena dagli un’occhiata:

primo fra tutti l’importanza storica che questo Kolossal è stato per il Cinema (i carrelli,  il montaggio, le inquadrature, la fotografia, gli effetti visivi…);

le didascalie di D’Annunzio – piaccia o non piaccia come intellettuale – hanno un che di aulico e conferiscono alla pellicola una profondità ben oltre le aspettative che si potrebbero riporre nei confronti di un film di quel periodo;

i personaggi di Maciste, Archimede, Scipione, Asdrubale, Annibale e tutti gli altri, mostrati secondo la “visione storica del III secolo a.C.”, cioè la visione storica di uomini del 1914 (un valore storico non indifferente);

le scenografie e gli ambienti incredibili, in particolare il tempio di Moloch (nella foto).

Giudizio finale: mi tatuo un anello molto vistoso sull’indice sinistro

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