65 – Nymphomaniac

lars von trier, ninfomane, film,  recensione, tatuaggio

Devo ammettere che ero molto incuriosito da questo film, per la provocazione che esso stesso incute e per il gradimento che ha suscitato in diverse persone (che seguo su internet o che conosco di persona).

Forse il termine capolavoro gli è attribuito a buon diritto, forse è semplicemente l’ennesima volta che si abusa del termine per definire un film bello, forse – ancora – il film non è bello, ma semplicemente sfarzoso.

Mai come in questo caso sono confuso, non riesco a capire se mi è piaciuto davvero o se semplicemente ho ceduto a un’esca che mi è stata protesa.

Anche se fosse soltanto in apparenza però, posso dire che mi ricorda il discorso sui falsi dell’arte: come si può definire falsa un’opera se suscita delle emozioni in chi la osserva?

è un film che supera di gran lunga il fascino del proibito e oltre alla confezione ben fatta contiene un ottimo contenuto.

Il rapporto con gli alberi credo sia stato l’elemento che mi è piaciuto più di tutti.

Cine-tatuaggio: due parentesi nei due interni coscia

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