68 – American Psycho

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Credo che sia un film che si può considerare un campo da gioco per Christian Bale.

Se da un lato infatti mostra una delle realtà americane degli anni ottanta, dall’altro si propone pur sempre come un thriller visto dagli occhi dell’assassino e con la quasi assenza di fase investigativa, scelta che se è vero che supporta la critica sociale all’invisibilità degli yuppie come individui, è anche vero che rischia di non risultare stimolante per gli amanti del genere di appartenenza.

Si viene a creare così un delicato equilibrio che fa oscillare American Psycho tra il piacevole e il noioso.

In questo senso è fondamentale l’interpretazione di Bale che sbilancia questo equilibrio facendo crollare il film sul primo dei due lati.

Ringrazio Alessandra per avermelo suggerito.

Giudizio finale: mi tatuo una piccola accetta dietro la nuca

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