113 – Volver

pedro almodòvar, penélope cruz, volver, recensione, tatuaggio, aspettaunmemento

Scorre come l’acqua e nonostante i temi che tratta riesce a mantenere una certa leggerezza, grazie all’atmosfera ispanica e alla sceneggiatura calibrata magistralmente.

La chiusura lascia non pochi dubbi per una ragione assurda: tutto ritorna.

Fino a quel momento infatti tutto il film dava l’impressione di percorrere binari lontani dalla realtà, quando quei binari si rivelano appartenere  alla realtà stessa lo straniamento e palpabile nonostante si tratti di una realtà estrema.

Gli spunti di riflessione sono molteplici, moltissimi riconducono al rapporto con i cari; rivedere qualche scena o ripassare parti della trama, non possono che far bene.

Il dubbio assale quando sbrogliata la matassa la si osserva nella sua assurda e cruda interezza.

Cine-tatuaggio: la ferita di una pugnalata al fianco sinistro

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