118 – Ladri di biciclette

vittorio de sica, ladri di biciclette, lamberto maggiorani, enzo staiola, recensione, tatuaggio, aspettaunmemento

Ferita profondamente, Roma tenta di rialzarsi dalla tragedia della guerra; le telecamere di De Sica si accendono su uno scorcio e ritraggono le vicende di un uomo che con suo figlio si trascina in un dedalo inquietante alla ricerca di una via d’uscita che assume l’aspetto di una bicicletta.

La tragedia si consuma con lentezza, permettendo allo sfondo di prendere vita, e così si possono riconoscere le fedi bigotte dei ricchi che si scrollano la coscienza la domenica, quelle dei poveri che cercano speranza in ovvietà espresse come profezie, quelle fanatiche dei tifosi che rincorrono l’aria…

La classe ricca sfugge alla vicenda, come se non le riguardasse, la classe povera resiste fino a fare qualunque cosa, costretta dalla fame.

Antonio Ricci – il protagonista – cammina, corre, cerca… e oscilla pericolosamente intorno a tutte queste realtà.

Cine-tatuaggio: una bicicletta poggiata alla caviglia destra

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