130 – L’arte della felicità

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Poesia, musica e  tratto si condensano in un capolavoro che unisce il mondo orientale con la città di Napoli.

Un film che lascia  senza parole, una perla del cinema italiano da non lasciarsi sfuggire; un film che visto in certi momenti è realmente capace di risollevarti.

I personaggi sono scritti in maniera magistrale, anche pochi minuti bastano a definirli, e quei pochi minuti diventano per lo spettatore uno specchio su un qualcosa che spinge alla riflessione.

Protagonista e spettatore percorrono insieme lo stesso cammino proteso verso gli interrogativi dell’uomo che diventano necessari nei momenti in cui non è più possibile fingere che non ci siano.

Cine-tatuaggio: un corno appeso a quest’altro cine-tatuaggio

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5 pensieri su “130 – L’arte della felicità

    • Eterit ha detto:

      A volte si creano fenomeni intorno a personaggi che non hanno niente da offrire (Ruffini, i soliti idioti…) e quando vengono fuori film che non solo potrebbero essere un qualcosa di cui andare fieri, ma sono anche film con contenuti capaci di colpire nel profondo… film del genere non hanno la possibilità di emergere e vengono distribuiti in poche sale ad orari assurdi!
      Fortuna che i miei uccellini arrivano lontano e mi hanno portato all’orecchio questo titolo 😉

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