l'ora del lupo, ingmar bergman, max von sydow, recensione, tatuaggio, aspettaunmemento

150 – L’ora del lupo

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Oscuro e inquietante, profondo come il buio intenso, intricato come la mente umana, instabile come la psiche.

C’è una scena in cui una delle visioni del protagonista assume le sembianze di un bambino, e lo si vede sprofondare e riemergere da un mare nero come l’inchiostro, mi sono immedesimato in quelle immersioni e ho vissuto il film con angoscia sprofondando nella mente delirante dell’artista.

Ho notato un distacco di stile rispetto agli altri film, almeno per ciò che riguarda la narrazione, ma le sensazioni che mi dà la visione dei film di Bergman mi fa sentire bene e – può sembrare assurdo – in grande sintonia con quella parte di lui che ha riversato nelle sue opere d’arte.

Cine-tatuaggio: un morso di serpente sulla caviglia destra.

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