154 – Lolita

lolita, kubrick, peter sellers, recensione, tatuaggio, aspettaunmemento

Una tensione erotica aleggia per tutta la durata della pellicola, non dà possibilità all’occhio o alla mente di scaricarsi e diventa quasi insopportabile dal momento che – escluse le scene che fanno da cornice – accompagna lo spettatore per quasi tre ore!

In ogni scena è possibile percepire ciò che Kubrick avrebbe offerto al cinema: dal dramma familiare, all’umorismo nero, alla pazzia… eppure non riesco ancora ad associarlo ai grandi lavori che seguiranno per quanto non ha senso negare la bellezza e la perfezione del film.

Sorvolando su Orizzonti di gloria, che nonostante sia precedente cronologicamente trovo sia uno dei capolavori più importanti, credo che Lolita sia un vero e proprio ponte verso una filmografia più matura e consapevole: il noir/thriller mostrato in Rapina a mano armata, viene riproposto nella prima parte e poi abbandonato per inseguire un qualcosa di nuovo e totalmente differente.

Cine-tatuaggio: un colpo di pistola sotto la guancia sinistra.

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