165 – La cosa

la cosa, john carpenter, kurt russell, recensione, tatuaggio, aspettaunmemento

In un primo momento vivi la vicenda in prima persona, sei nella storia e cerchi di individuare il mostro-camaleonte.

Contemporaneamente, la parte di te cosciente di assistere ad un film aspetta ansiosa il prossimo episodio in cui questo si manifesta per poter gustare gli orripilanti effetti speciali (orripilanti perché fatti bene!).

Poi a fine film senti che vuole sollevare la testa, e parlo di quella parte di te spocchiosa pronta a emettere il proprio parere, pronta a sostenere quanto sia stupido il film, essa comincia a riflettere su quanto appena visto: un gruppo di uomini che nel momento in cui si presenta una minaccia cominciano a sospettare l’uno dell’altro lasciandosi guidare dai pregiudizi, dalle antipatie, finendo col creare ben più di un mostro e facendo crescere un odio ingiustificato… a questo punto questa parte spocchiosa batte la ritirata lentamente e fa posto ad un altra parte di te: quella consapevole di aver assistito ad un qualcosa che oltre ad intrattenere propone vere e proprie riflessioni politiche.

Ci dovrei essere abituato dopo tanti film di Carpenter, eppure non riesco a non sorprendermi della capacità di questo regista di riuscire a creare delle storie così stratificate leggibili nei livelli più vari.

Cine-tatuaggio: delle zampe di ragno ai lati del collo.

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