182 – The Ring (Ringu)

the ring, hideo nakata, giapponese, recensione, tatuaggio, aspettaunmemento

Ricordo il pomeriggio di terrore di quell’età in cui ci si affaccia al cinema horror come fosse un parco divertimenti fatto di giostre adrenaliniche, ricordo la stanza completamente buia, ricordo la pessima qualità del film che girava ovviamente su videocassetta, ricordo che eravamo in tantissimi e che mai – fuori dal cinema – sono riuscito a vedere un film con così tanta gente senza che questo venisse rovinato da battute inutili e distrazioni, fatta eccezione per quell’idiota col cellulare che al termine della sequenza della videocassetta digitò il mio numero di casa facendo tremare tutti.

The Ring è stato il mio primo horror, ed ha preso un posto speciale nel mio cuore, venire a sapere che quel film era in realtà un remake di un’omonimo giapponese mi ha acceso non poche curiosità, ora che le ho soddisfatte devo ammettere che non sono in grado di fare un confronto, e non sento che sarebbe giusto farlo neanche riguardando la versione di Gore Verbinski.

Una cosa è certa: ho avuto l’impressione che la versione giapponese fosse più leggera di quella americana.

Cine-tatuaggio: i segni lasciati da una mano che stringeva l’avambraccio destro.

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