188 – Paradise: love

paradise love, Ulrich Seidl, recensione, tatuaggio, aspettaunmemento

Un cinema molto particolare quello di Ulrich Seidl che si libera delle solite convenzioni e si presenta con trame semplici (o assenti!) ed attori privi di ogni possibile fascino (ma non eccessivamente estremi da risultare grotteschi); la sua è una regia interessante che guadagna ulteriore bellezza grazie alle meravigliose ambientazioni del Kenia.

Il contrasto tra la cultura europea e quella africana – per quanto circoscritto al contesto molto specifico del turismo sessuale – trapela una serie di sensazioni e di riflessioni che trasudano naturalmente dalla storia.

Come al solito sento che l’aver visto soltanto una parte di un progetto composto da più film renda il mio giudizio privo di elementi fondamentali, a maggior ragione se si tratta di un trittico di un regista simile.

Cine-tatuaggio: una piccola balena sulla natica destra, una scimmia sulla sinistra

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