189 – Reality

Luciano nel confessionale, Reality

Pensare che il Grande Fratello esista ancora mi suscita non poca amarezza, e già dalla sequenza iniziale ho capito che avrei dovuto fare scorta di zuccheri per sopperire a quell’orrendo retrogusto.

Tutto il meccanismo che permette a simili programmi di esistere –  e ovviamente parlo delle persone che lo seguono – mi si è riversato addosso grazie ad un cast di attori incredibili assolutamente verosimili che sono stati in grado di plasmare un ambiente di povertà (e non parlo dell’aspetto economico) e squallore.

Reality si rivela essere lo specchio del Truman show: affronta il medesimo tema del controllo mediatico con lo stesso espediente del Reality show, ma guardando dal lato opposto delle telecamere, quello degli spettatori, e rinunciando ad ogni metafora, eccetto forse la scena finale.

Cine-tatuaggio: un grillo sul sopracciglio sinistro.

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