136 – Zelig

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Per descrivere il cinema di Woody Allen occorrerebbero aggettivi nuovi, perché ogni altro rischierebbe di essere frainteso.

Ciò che stupisce è il modo in cui riesce a fondere degli elementi appartenenti a mondi tanto distanti senza che stonino minimamente.

In questo film c’è un personaggio assurdo che diventa il mezzo per affrontare temi sociali, politici, storici, psicologici… un personaggio confezionato in un documentario che a sua volta è confezionato in una commedia che fa sorridere in un modo completamente nuovo.

Cine-tatuaggio: una balena che diventa un camaleonte dietro la spalla.

78 – Samsara

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È difficile trovare parole per descrivere un film che trascende il linguaggio, difficile ma necessario perché proporlo in questo blog al fianco di capolavori riconosciuti può risultare uno stimolo a guardarlo.

Samsara è un’esperienza, un percorrere un qualcosa di grande, di minuzioso e disteso, di profondo e fuori dalla portata umana.

Samsara è contrasti: c’è l’uno, ci sono i molti; c’è il lento e c’è il veloce, c’è il bene e c’è il male, c’è l’uomo e c’è la natura.

Lo schermo è una finestra, il mondo gira oltre essa e si mostra in tutta la sua bellezza, ma non solo.

Samsara è una danza, un battito, è vita, è morte… è rinascita.

Samsara è un lavoro incredibile che non si può giudicare poiché va ben oltre il film stesso.

Cine-tatuaggio: una ruota a otto raggi in mezzo agli occhi

45 – Le avventure acquatiche di Steve Zissou

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Wes Anderson  gioca col cinema, lo svela, rende lo spettatore consapevole e non imita in nessun momento la vita reale.

Con questi presupposti crea ogni volta un qualcosa di incredibile e meraviglioso che riesce a tirar fuori sensazioni non chiare né definibili, spesso ossimòriche, come la leggerezza-profondità di molte scene.

Questo film rientra perfettamente nei canoni non convenzionali del regista e trasporta in un’avventura incredibile fatta di luoghi meravigliosi, personaggi stravaganti e a bordo della nave più bella che si possa immaginare per un’avventura di questo genere.

Prima del tatuaggio ci tenevo ad appuntare la cura maniacale dei particolari, la scelta dei colori e la colonna sonora (compreso il modo in cui viene proposta).

Giudizio finale: mi tatuo delle branchie sul collo.