194 – Non è un paese per vecchi

Javier Bardem in non è un paese per vecchi

Se l’obiettivo che i Coen si erano posti girando questo film era lasciare lo spettatore col morale a terra, nel mio caso ci sono davvero riusciti: il classico humor nero è flebile e diminuisce fino a sparire lasciando posto alla tensione. Continua a leggere

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188 – Paradise: love

paradise love, Ulrich Seidl, recensione, tatuaggio, aspettaunmemento

Un cinema molto particolare quello di Ulrich Seidl che si libera delle solite convenzioni e si presenta con trame semplici (o assenti!) ed attori privi di ogni possibile fascino (ma non eccessivamente estremi da risultare grotteschi); la sua è una regia interessante che guadagna ulteriore bellezza grazie alle meravigliose ambientazioni del Kenia. Continua a leggere

179 – Ed Wood

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Un film dotato di un fascino misterioso che mi ha incuriosito fin dalla prima sequenza e mi ha appassionato alle vicende del protagonista.

Le atmosfere ricreate sono davvero particolari: la realtà della storia che si svolge al di fuori dei set improvvisati presenta a sua volta elementi che sembrano richiamare questi ultimi, e nonostante si voglia suggerire precarietà, conquistano per la bellezza delle animazioni in stop-motion.

Tim Burton racconta una storia molto profonda, la storia di un amore incondizionato da parte di un uomo nei confronti di un mondo che lo ha accettato sul fondo di ogni sua classifica, e riflettendoci, va riconosciuta una sorta di talento anche per venir considerati i peggiori in qualcosa!

Cine-tatuaggio: una piovra nella parte interna del braccio, all’altezza del gomito.

178 – Vizio di forma

vizio di forma, paul anderson, joaquin phoenix, recensione, tatuaggio, aspettaunmemento

Ciò che mi ha affascinato fin da subito è l’atmosfera offerta dalla fotografia capace di somministrare una gamma di colori (assolutamente coerenti con quelli proposti nella locandina) che suggeriscono una psichedelia non tradizionale, come d’altronde non tradizionale è l’intera narrazione che cerca disperatamente di accostare un’indagine ad un personaggio totalmente fuori luogo (interpretato da un quanto mai immenso Joaquin Phoenix).

Il film si fa strada con lentezza e nonchalance, e chi entra nel suo meccanismo si diverte non poco a lasciarlo fare, per vedere dove vuole andare.

Per citare qualcuno: “Vizio di forma è Il grande Lebowski che si incula Paura e delirio a Las Vegas“; forse un po’ esplicito, ma assolutamente vero!

Cine-tatuaggio:un volante sul collo, a destra.

177 – Canicola

Canicola, Ulrich Seidl, recensione, tatuaggio, aspettaunmemento

Lo squallore privato di ogni finzione cinematografica mostrato attraverso le molteplici vite degli abitanti di una periferia di Vienna.

Il titolo – che si riferisce al periodo di afa estiva più intensa della giornata – non solo è mostrato in moltissime scene, ma sembra suggerire che quelle sensazioni di arresa nei confronti di una forza contro cui non si può nulla, siano dominanti nell’animo dei personaggi in ogni momento.

Interessantissima la scelta di quest’ultimi sia nel loro essere pateticamente realistici, sia nel modo assolutamente naturale in cui ci viene mostrato il loro background.

Cine-tatuaggio: La bruciatura di una sigaretta sull’avambraccio sinistro.

176 – Léon

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Avvincente, tenero, adrenalinico, delicato: un opera dal duplice aspetto come duplice è il ruolo di protagonista affidato ad un sicario apparentemente nichilista e una giovane ragazzina privata di ogni possibilità di innocenza.

Luc Besson tira ottimamente i fili del ritmo e dirige con minuziosa attenzione ogni particolare senza lasciarsi sfuggire l’occasione di mostrare l’inquadratura più particolare, offrendo allo spettatore un piatto squisito per gli occhi.

La storia è avvincente di suo, ma in fatto di bellezza l’epilogo è un discorso a parte.

Cine-tatuaggio: La sicura di una granata nel palmo destro