174 – Eyes Wide Shut

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Ossimorico in ogni elemento – consapevole di esserlo fin dal titolo – ci conduce in una New York onirica definita da colori che dominano ogni scena (dai rossi che compaiono quasi in ogni inquadratura, alle riprese in casa quasi blu, a quelle gialle durante la festa.)

Un’odissea assurda all’interno dell’ipocrisia delle relazioni umane, una setta misteriosa che non viene smascherata e che si rivela essere solo una delle tante possibili allegorie.

Eyes Wide Shut richiama elementi di tutta la filmografia kubrickiana quasi con la consapevolezza di esserne l’epilogo: dalla violenza di Arancia meccanica, all’ossessione di Shining, alla già citata Odissea.

Cine-tatuaggio: un elastico dietro la nuca che si attacca dietro la mascella come se il volto fosse una maschera.

P.s. Perdonatemi qui per questo e gli altri cine-tatuaggi in cui cerco disperatamente poche parole per film che richiederebbero ore di discussioni approfondite (e competenza).

160 – Ultimo tango a Parigi

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Sono rimasto molto colpito dal carico di poesia che aleggia intorno all’abitazione in via Julie Verne: un ambiente asettico, un limbo, un sogno, un tunnel segreto che collega due mondi.

C’è la storia dei protagonisti, che scorre in maniera anomala, e ci sono i loro incontri, che sembrano diventare la parte più sensata.

Un lungo periodo di confusione trascorso insieme, un ultimo tango e ognuno sul suo cammino, qualunque sia il suo nome.

Cine-tatuaggio: un salvagente con la scritta “atalante” sull’addome.

65 – Nymphomaniac

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Devo ammettere che ero molto incuriosito da questo film, per la provocazione che esso stesso incute e per il gradimento che ha suscitato in diverse persone (che seguo su internet o che conosco di persona).

Forse il termine capolavoro gli è attribuito a buon diritto, forse è semplicemente l’ennesima volta che si abusa del termine per definire un film bello, forse – ancora – il film non è bello, ma semplicemente sfarzoso.

Mai come in questo caso sono confuso, non riesco a capire se mi è piaciuto davvero o se semplicemente ho ceduto a un’esca che mi è stata protesa.

Anche se fosse soltanto in apparenza però, posso dire che mi ricorda il discorso sui falsi dell’arte: come si può definire falsa un’opera se suscita delle emozioni in chi la osserva?

è un film che supera di gran lunga il fascino del proibito e oltre alla confezione ben fatta contiene un ottimo contenuto.

Il rapporto con gli alberi credo sia stato l’elemento che mi è piaciuto più di tutti.

Cine-tatuaggio: due parentesi nei due interni coscia

36 – Crash

david cronenberg tatuaggio cicatrice

Crash è un film molto sopra le righe che mostra un’umanità malata e perversa dedita al raggiungimento di un piacere che ha confini sottili con il dolore e che porta alla distruzione.

La non-interpretazione dei personaggi, la loro mancanza di presenza a loro stessi rende tutto più reale; bravura, quella degli attori, superata solo da Cronenberg che rende propria la pellicola con uno stile che inizio a conoscere (vedi il precedente tatuaggio dedicato al regista).

Consiglio a tutti la recensione di Jeremy Merrick che mi ha praticamente contagiato con la sua visione del film.

Giudizio finale: mi tatuo un’ammaccatura d’auto sulla coscia sinistra, un tatuaggio sporco… come una profezia.