182 – The Ring (Ringu)

the ring, hideo nakata, giapponese, recensione, tatuaggio, aspettaunmemento

Ricordo il pomeriggio di terrore di quell’età in cui ci si affaccia al cinema horror come fosse un parco divertimenti fatto di giostre adrenaliniche, ricordo la stanza completamente buia, ricordo la pessima qualità del film che girava ovviamente su videocassetta, ricordo che eravamo in tantissimi e che mai – fuori dal cinema – sono riuscito a vedere un film con così tanta gente senza che questo venisse rovinato da battute inutili e distrazioni, fatta eccezione per quell’idiota col cellulare che al termine della sequenza della videocassetta digitò il mio numero di casa facendo tremare tutti. Continua a leggere

170 – The Babadook

babadook, jennifer kent, recensione, tatuaggio, aspettaunmemento

Ha la particolarità di mostrare simultaneamente il paranormale, le paure ancestrali e la sensazione di perdere il contatto con la realtà che mi ha ricordato molto Shining.

Tecnicamente è meraviglioso, lode particolare al design ricercato dalla scenografia ai costumi al libro, la fotografia è perfetta, il crescendo calcolato tecnicamente: i piccoli terrori iniziali che terminano con il lenzuolo portato sulla testa sono decisamente azzeccati.

Insieme a Predestination e Ex Machina chiude la trilogia “rivelazione dell’estate 2015”.

Cine-tatuaggio: un cappello a cilindro sulla spalla destra

165 – La cosa

la cosa, john carpenter, kurt russell, recensione, tatuaggio, aspettaunmemento

In un primo momento vivi la vicenda in prima persona, sei nella storia e cerchi di individuare il mostro-camaleonte.

Contemporaneamente, la parte di te cosciente di assistere ad un film aspetta ansiosa il prossimo episodio in cui questo si manifesta per poter gustare gli orripilanti effetti speciali (orripilanti perché fatti bene!).

Poi a fine film senti che vuole sollevare la testa, e parlo di quella parte di te spocchiosa pronta a emettere il proprio parere, pronta a sostenere quanto sia stupido il film, essa comincia a riflettere su quanto appena visto: un gruppo di uomini che nel momento in cui si presenta una minaccia cominciano a sospettare l’uno dell’altro lasciandosi guidare dai pregiudizi, dalle antipatie, finendo col creare ben più di un mostro e facendo crescere un odio ingiustificato… a questo punto questa parte spocchiosa batte la ritirata lentamente e fa posto ad un altra parte di te: quella consapevole di aver assistito ad un qualcosa che oltre ad intrattenere propone vere e proprie riflessioni politiche.

Ci dovrei essere abituato dopo tanti film di Carpenter, eppure non riesco a non sorprendermi della capacità di questo regista di riuscire a creare delle storie così stratificate leggibili nei livelli più vari.

Cine-tatuaggio: delle zampe di ragno ai lati del collo.

164 – Poltergeist

poltergeist, demoniache presenze, spielberg, tobe hooper, recensione, tatuaggio, aspettaunmemento

Mi aspettavo un horror spaventoso avendolo trovato in una lista dei migliori, e non mi posso definire soddisfatto… certo, era prevedibile fin dai titoli di testa con il nome di Spielberg che compariva ovunque che non mi sarei trovato di fronte a quello che cercavo, ma un qualcosa dentro di me ci ha sperato.

Escluso questo particolare, la visione del film mi ha offerto un paio d’ore di intrattenimento fatto di leggere tensioni, effetti speciali di altri tempi (che mi piacciono tanto!), e di insulti verso la canonica stupidità dei personaggi che si ritrovano davanti a situazioni incredibili e si comportano in maniera assurda.

Il film l’ho visto con mia sorella e mia zia dopo un compleanno di famiglia, il contesto lo ha reso divertente, ma resta il fatto che volevo un horror come si deve e sono rimasto a bocca asciutta.

Cine-tatuaggio: una palla da tennis con su scritto il numero uno sospesa a un filo che fuoriesce dall’ombelico… (so che ultimamente i miei cine-tatuaggi sono tutti intorno a quella zona, è che trovo sempre più difficile sceglierne uno dopo un film!)

162 – L’inquilino del terzo piano

l'inquilino del terzo piano, roman polanski, recensione, tatuaggio, aspettaunmemento

Non ho idea di quanto minime siano le possibilità di vedere questo film dopo il precedente senza conoscere le trame, e chi li ha visti entrambi capirà quanti punti in comune si possono trovare, troppi oserei dire! (Ma tranquilli, non farò la fine di Trelkowski, o almeno lo spero).

Devo ammettere che dopo Rosemary’s Baby, ero terrorizzato dall’idea di assistere ad un altro film di Polanski, poi un po’ il tempo, un po’ quel gusto malsano nel volersi di tanto in tanto terrorizzare, ho ceduto.

Fortunatamente per il mio riposo notturno il film non mi ha fatto lo stesso effetto del già citato Rosemary’s Baby, e mi direi soddisfatto della scelta di affrontare i miei demoni: mi sarei perso un film davvero molto particolare con ottime atmosfere, una regia davvero molto curata e una storia aperta a moltissime interpretazioni.

Cine-tatuaggio: un dente sulla palpebra destra.

157 – Cronos

cronos, guillermo del toro, recensione, tatuaggio, aspettaunmemento

C’è poco di molte cose differenti, è sorprendente notare come tutte riescano a stare bene amalgamate.

Questo rende la storia atipica ed originale, e nonostante non sia dotata di un ritmo serrato, riesce a tenere incollati allo schermo con un fascino misterioso.

Nel complesso si percepisce l’ingenuità di opera prima, e al contempo l’abilità del regista che vuole emergere.

Cine-tatuaggio: uno scarafaggio nella mano sinistra.

151 – La mosca

la mosca, david cronenberg, jeff  goldblum, recensione, tatuaggio, aspettaunmemento

Inaspettatamente fluido e lineare riesce ad appassionare con una storia non troppo complessa ma con tutti gli elementi al posto giusto.

Più guardo film di Cronenberg più mi convinco che il passaggio alla CGI abbia mutilato il cinema; ciononostante la scena che maggiormente mi ha impressionato è stata la camminata sulle pareti (in qualche modo mi ha fatto pensare a 2001 Odissea nello spazio).

Credo che il tema della metamorfosi sia stato centrato in pieno.

Cine-tatuaggio: Una mosca sulla scapola destra.

134 – La casa

la casa, sam raimi, 1981, recensione, tatuaggio, aspettaunmemento

Le cose si fanno molto chiare dopo aver visto questo pilastro del cinema dell’orrore:  ho finalmente capito da dove vengono tutti quei cliché degli pseudo-horror che mi capitava di vedere con gli amici, e mi sembra ovvio che un capolavoro del genere abbia ispirato registi mediocri nel tentativo di ricreare le atmosfere di questo film, ma ovviamente nessuno di questi è riuscito a rendere minimamente un qualsiasi elemento di una simile perfezione.

Non sono amante di questo genere, in casi come questo resto davvero shoccato, e pensando al precedente film che mi lasciò turbato in maniera simile (Rosemary’s baby), non posso che notare come i due siano praticamente l’uno l’opposto dell’altro: uno lavora sulla tensione crescente, la porta a livelli altissimi e la lascia lì senza permetterti alcuno sfogo, l’altro ti rinchiude in un incubo claustrofobico dal quale sembra non esserci via d’uscita; in uno il male che agisce nascosto, nell’altro assume una reale fisionomia.

Cine-tatuaggio: una matita sulla caviglia

La locandina strappata l’avete riconosciuta? Qui c’è il cine-tatuaggio dedicatogli.

132 – Taxidermia

taxidermia, György Pálfi, recensione, tatuaggio, aspettaunmemento

Mostruosamente orripilante capace di sorprendere con riprese meravigliose e sequenze disgustose.

Un trittico che definir grottesco è cosa da poco, capace di incarnare in ognuno dei tre protagonisti tutto ciò che la parola rivoltante è capace di suggerire all’immaginazione.

La cosa più assurda è che fa divertire senza essere divertente, il sorriso resta impresso sul volto dopo la visione, il cervello domanda ripetutamente agli occhi cosa ha appena visto.

Lo consiglierò a tutti, e molti di quelli che seguiranno il mio consiglio si faranno un’idea di me poco sana!

Cine-tatuaggio: una coda di maiale sul coccige.

Questo cine-tatuaggio è ispirato alla lettera T del #lalistademmerda di Lars del canale Sinema Exit, seguiranno nuove recensioni sui film citati in questo tag.