178 – Vizio di forma

vizio di forma, paul anderson, joaquin phoenix, recensione, tatuaggio, aspettaunmemento

Ciò che mi ha affascinato fin da subito è l’atmosfera offerta dalla fotografia capace di somministrare una gamma di colori (assolutamente coerenti con quelli proposti nella locandina) che suggeriscono una psichedelia non tradizionale, come d’altronde non tradizionale è l’intera narrazione che cerca disperatamente di accostare un’indagine ad un personaggio totalmente fuori luogo (interpretato da un quanto mai immenso Joaquin Phoenix).

Il film si fa strada con lentezza e nonchalance, e chi entra nel suo meccanismo si diverte non poco a lasciarlo fare, per vedere dove vuole andare.

Per citare qualcuno: “Vizio di forma è Il grande Lebowski che si incula Paura e delirio a Las Vegas“; forse un po’ esplicito, ma assolutamente vero!

Cine-tatuaggio:un volante sul collo, a destra.

175 – Fargo

Fargo, ethan coen, joel coen, fratelli coen, steve buscemi, recensione, tatuaggio, aspettaunmemento

Un film poliedrico e coinvolgente capace di spostarsi tra generi anche opposti senza risultare mai fuori luogo e riuscendo a sorprendere continuamente.

Le atmosfere ricreate grazie alle magnifiche location innevate sembrano far parte di qualcos’altro a sè stante, e che ciononostante si sposa perfettamente con tutto il resto!

Il mondo de il grande Lebowski degli stessi Coen sembra rispettare le stesse regole assurde, e nuovamente mi trovo nella condizione di voler spulciare una filmografia!

Cine-tatuaggio: la ferita di un proiettile preso di striscio sulla mascella a destra.

141 – Rapina a mano armata

rapina a mano armata, stanley kubrick, recensione, tatuaggio, aspettaunmemento

Non mi ha soddisfatto pienamente, credo che non sia invecchiato bene nonostante sia considerato uno dei noir più importanti del periodo soprattutto grazie all’utilizzo innovativo dei flashback.

La vicenda è fluida e si fa seguire, ma trattandosi del maestro  è come se mi aspettavo sempre qualcosa in più.

Qualcuno potrebbe far notare che è un film del ’56, risponderei che l’anno successivo lo stesso Kubrick ha offerto al mondo Orizzonti di gloria, che per quanto abbia dimenticato al 90% ricordo che mi colpì tantissimo.

Cine-tatuaggio: un ferro di cavallo sotto il tallone sinistro.

P.S. questo – come ogni articolo di questo blog – non vuole essere un giudizio critico, ma appunti di un aspirante cinefilo. Kubrick lo adoro e il film mi è piaciuto, semplicemente avevo aspettative ancora più alte.

28 – Il Padrino (parte 2)

al pacino premio oscar

Forse è solo una mia sensazione, ma guardando questo film e il capitolo precedente (immagino sarà così anche il successivo) ho trovato un insieme di elementi – primo fra tutti la fotografia – legati fortemente a questa saga, e a nessun altro film visto.

È come se prendendo una qualsiasi scena e riproducendone o soltanto i dialoghi, o soltanto il video, o soltanto la musica, li si associa sempre e senza dubbio al Padrino.

Il doppio filone narrativo presente in questa seconda parte credo lo renda un capitolo degno (se non superiore) del predecessore.

Magistrale De Niro che porta a compimento il difficile compito di accollarsi la parte di Vito Corleone che Marlon Brando aveva iconizzato.

Giudizio finale: mi tatuo un piccolo foglio tenuto da una spilla da balia sulla parte destra del petto con sopra la scritta “Red Star Line ” e sotto un “7”

18 – Il Padrino

il padrino marlon brando francis ford coppola al pacino premio oscar

Ho riconosciuto così tante citazioni che mi sembrava di averlo già visto.

Grande in tutti i sensi; scene, interpretazioni e musiche indimenticabili.

Ho avuto la sensazione di ascoltare un opera musicale magnifica, in cui l’intero film era una condensazione delle note proposte da Nino Rota.

Giudizio finale: mi tatuo una rosa sul petto (a sinistra)

8 – Taxi driver

taxi driver robert de niro martin scorzese

Penso che non andrei molto lontano dalla verità nel considerare Taxi Driver un meraviglioso monologo.

Il film scorre su una lama che si assottiglia, giunto al termine si lascia cadere, svelando che tra il tutto e il suo contrario c’è una patina molto sottile.

Lascia impresse molte scene, tra le molte ho trovato esemplare la confidenza che fa al collega di puro nulla.

Giudizio finale: Mi tatuo un’impronta digitale rossa sulla tempia sinistra.

7 – Jackie Brown

 jackie brown, quentin tarantino, tatuaggio, recensione, aspettaunmemento

Che dire, Tarantino è Tarantino…

Come lui stesso afferma, il suo cinema o lo si ama, o lo si odia e come aggiunge Frusciante dei Licaoni “nessuno è capace di spiegarne il perché”.

Da buon aspirante cinefilo dico semplicemente che sono uno di quelli che lo ama, ma non sono capace di spiegare perché, né tantomeno posso affermare di riconoscerne le citazioni (forse il film in cui ne ho riconosciuta qualcuna in più del solito è Django Unchained).

Dunque depenno un altro film dall’elenco della sua filmografia.

Manca soltanto Grindhouse – a prova di morte.

Poi ovviamente si ricomincia!

Giudizio finale: mi tatuo una busta di carta sull’avambraccio destro, ben visibile nel momento in cui stringo la mano a qualcuno, come un piccolo promemoria sulla questione “fiducia”.