109 – La chiave di Sara

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Premetto che non conoscendo il regista, e non avendo letto il libro che ha ispirato il lavoro, per forza di cose potrò giudicare la chiave di Sara soltanto per quello che ho visto.

Quando un film richiama la tragedia dei campi di concentramento, dal suo covo spunta subito quel ramo della critica che punta il dito accusandolo di abuso del tema per fruttare soldi.

Un film che tratta di simili argomenti può difendersi da questa critica soltanto proponendo un nuovo spunto di riflessione, un qualcosa per giustificarlo.

Sinceramente mi è parso che in questo caso è accaduto proprio questo: le vicende della protagonista e del figlio inatteso si sono unite a quelle di Sara, e le ricostruzioni del ’42 si sono rivelate essere soltanto un parallelismo con un problema molto più recente e delicato: l’aborto.

Cine-tatuaggio: i segni di una toppa scucita dal petto

107 – Il cacciatore

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Una denuncia evidente alla guerra, una denuncia reale che parla con le immagini e che rifiuta ogni tipo di distrazione: non c’è spazio per sparatorie o per scene di assalti, il protagonista è l’uomo e l’orrore a cui è chiamato ad assistere, il fato è un proiettile inserito in un tamburo; il nemico non è colui che è seduto di fronte, vittima della stessa sorte, ma chi pone la pistola, mentre tutti gli altri scommettono sulla vita.

Chi parte, chi resta, le loro emozioni sono rappresentate in maniera credibile oltremodo da un cast eccezionale.

Cine-tatuaggio: una circonferenza intorno a questo tatuaggio

Ringrazio Francesco Stabe che moltissimo tempo fa me lo consigliò in un post in cui si discuteva di film sulla guerra in Vietnam (per mia fortuna segno tutto, altrimenti chissà quando lo avrei recuperato).

106 – Barry Lyndon

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Un passato perfettamente ricostruito che mette in luce ciò che è dell’uomo al di là del tempo.

Il percorso di un protagonista che affronta un destino che innalza e abbassa senza un apparente criterio, un cammino che incontra il valore e la corruzione, l’amore e il dolore, la ricchezza e la povertà…

Il mondo delle maschere, dell’ipocrisia, dell’onore da difendere, un mondo stordito dalla propria finzione, incapace di venir fuori dall’apparenza che si è imposto e che resta  irrigidito come tempera su tela.

Cine-tatuaggio: un colpo di fucile sotto il ginocchio sinistro.

95 – Il gladiatore

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È così strano averlo visto per la prima volta così tardi che è come se non sapessi bene cosa dire, inoltre il taglio epico rende tutto più complicato facendoti sentire minuscolo.

In effetti credo sia proprio questo il punto: ogni elemento è così solenne che certe scene riescono a scuotere fin dentro le viscere.

Forse la trama si concede troppi lussi nei confronti della Storia in fatto di veridicità, ma è anche vero che in quasi 3 ore non c’è stato un minuto in cui mi sono annoiato.

Una cosa è certa: se lo avessi visto qualche anno fa avrei perso la testa.

Cine-tatuaggio: le statuette di una donna e di un bambino a sinistra sulle costole.

80 – Orizzonti di gloria

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Quando vedi molti film – e questo è il mio caso – cominci ad abituarti a ritrovarti davanti a determinate sequenze, riprese, montaggi, clichè e a imparare a riconoscerli.

Poi capita di ricevere una deviazione, un qualcosa di inaspettato, soprattutto quando in un modo o nell’altro si hanno delle aspettative particolari.

Questo è uno di quei film… Non che non ero capace di aspettarmi un capolavoro da Stanley Kubrick, ma tutte le premesse che ho scritto poco fa spiegano perché sono molto meno proteso ad emozionarmi.

A un certo punto non ho trattenuto le lacrime.

Cine-tatuaggio: una medaglia sul petto

70 – Il dottor Stranamore

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Non ho ancora visto un film di Kubrick che non porti impresso il suo genio, e questo non fa eccezione.

Per l’intera durata scorre fluido, prendendo singolarmente ogni scena ci si trova di fronte a un lavoro stratificato perfetto in ogni sua parte.

Ciò che colpisce è la reazione ai titoli di coda di chi riflette su quanto appena visto.

Dopo aver sorriso di fronte a stereotipi ben realizzati e situazioni assurde viene da riflettere sul film nella sua totalità e su quanto tutte quelle vicende siano tutt’altro che divertenti!

Giudizio finale: mi tatuo le lettere OPE sul dorso della mano destra.

35 – Cabiria

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Un film muto di esattamente cento anni fa non è proprio ciò che lo spettatore contemporaneo cerca nel cinema, eppure sono molti i motivi per cui potrebbe valere la pena dagli un’occhiata:

primo fra tutti l’importanza storica che questo Kolossal è stato per il Cinema (i carrelli,  il montaggio, le inquadrature, la fotografia, gli effetti visivi…);

le didascalie di D’Annunzio – piaccia o non piaccia come intellettuale – hanno un che di aulico e conferiscono alla pellicola una profondità ben oltre le aspettative che si potrebbero riporre nei confronti di un film di quel periodo;

i personaggi di Maciste, Archimede, Scipione, Asdrubale, Annibale e tutti gli altri, mostrati secondo la “visione storica del III secolo a.C.”, cioè la visione storica di uomini del 1914 (un valore storico non indifferente);

le scenografie e gli ambienti incredibili, in particolare il tempio di Moloch (nella foto).

Giudizio finale: mi tatuo un anello molto vistoso sull’indice sinistro

15 – Salvate il soldato Ryan

steven spielberg tom hanks john williams brian cranston matt damon

Un film molto molto pulito che scorre lineare davanti agli occhi senza lasciare punti di domanda relativi alla finzione cinematografica, permettendo così tutti gli altri punti di domanda che derivano da ciò che è raccontato.

Salvate il soldato Ryan è uno di quei film che non sai come descriverlo in poche parole senza lasciar fuori qualcosa di troppo importante, dovendo scegliere le tre cose che ho gradito maggiormente direi regia, interpretazione e montaggio.

Giudizio finale: mi tatuo la forma di un morso sul mignolo sinistro.

12 – Il labirinto del fauno

il labirinto del fauno guillermo del toro

L’equilibrio di questo film mi ha affascinato enormemente.

Ho gradito particolarmente il montaggio (in particolare quello di molte scene nel bosco) che sottolineava in maniera magistrale il dualismo quasi impossibile dei generi Storico e fantastico.

Altro grande nome, quello di Del Toro, che si aggiunge ai grandi per fama che non avevo ancora visto all’opera (perdonatemi, sono soltanto un aspirante cinefilo!).

Ringrazio Stefano Girardi per il suo post che mi ha fatto tornare alla mente questo elemento della lista dei film da vedere che per cause sconosciute era scomparso.

Giudizio finale: mi tatuo uno spicchio di luna sulla spalla sinistra.

2 – Apocalypse Now redux

apocalypse now redux

Non ho visto la versione breve prima di questa (quella senza redux nel titolo), non so come potrebbe reggersi la pellicola senza 47 minuti.

Inoltre il finale della prima versione era diverso. Non voglio vederlo.

Molto poetico, molto sofferto.

Piuttosto che la prima versione, guarderei volentieri il documentario del making of.

Bellissima la metafora del fiume, la cornice musicale dei Doors all’inizio e alla fine.

Molto sentite le transizioni nel montaggio.

Magnifica interpretazione di Marlon Brando.

Giudizio finale: me lo tatuo sul collo del piede, una bandiera del Vietnam rossa con la stella gialla; quei classici tatuaggi che puoi vedere quando fai una doccia, o quando sei in spiaggia e il caldo ti soffoca, o magari quando fai surf!