194 – Non è un paese per vecchi

Javier Bardem in non è un paese per vecchi

Se l’obiettivo che i Coen si erano posti girando questo film era lasciare lo spettatore col morale a terra, nel mio caso ci sono davvero riusciti: il classico humor nero è flebile e diminuisce fino a sparire lasciando posto alla tensione. Continua a leggere

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176 – Léon

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Avvincente, tenero, adrenalinico, delicato: un opera dal duplice aspetto come duplice è il ruolo di protagonista affidato ad un sicario apparentemente nichilista e una giovane ragazzina privata di ogni possibilità di innocenza.

Luc Besson tira ottimamente i fili del ritmo e dirige con minuziosa attenzione ogni particolare senza lasciarsi sfuggire l’occasione di mostrare l’inquadratura più particolare, offrendo allo spettatore un piatto squisito per gli occhi.

La storia è avvincente di suo, ma in fatto di bellezza l’epilogo è un discorso a parte.

Cine-tatuaggio: La sicura di una granata nel palmo destro

175 – Fargo

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Un film poliedrico e coinvolgente capace di spostarsi tra generi anche opposti senza risultare mai fuori luogo e riuscendo a sorprendere continuamente.

Le atmosfere ricreate grazie alle magnifiche location innevate sembrano far parte di qualcos’altro a sè stante, e che ciononostante si sposa perfettamente con tutto il resto!

Il mondo de il grande Lebowski degli stessi Coen sembra rispettare le stesse regole assurde, e nuovamente mi trovo nella condizione di voler spulciare una filmografia!

Cine-tatuaggio: la ferita di un proiettile preso di striscio sulla mascella a destra.

174 – Eyes Wide Shut

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Ossimorico in ogni elemento – consapevole di esserlo fin dal titolo – ci conduce in una New York onirica definita da colori che dominano ogni scena (dai rossi che compaiono quasi in ogni inquadratura, alle riprese in casa quasi blu, a quelle gialle durante la festa.)

Un’odissea assurda all’interno dell’ipocrisia delle relazioni umane, una setta misteriosa che non viene smascherata e che si rivela essere solo una delle tante possibili allegorie.

Eyes Wide Shut richiama elementi di tutta la filmografia kubrickiana quasi con la consapevolezza di esserne l’epilogo: dalla violenza di Arancia meccanica, all’ossessione di Shining, alla già citata Odissea.

Cine-tatuaggio: un elastico dietro la nuca che si attacca dietro la mascella come se il volto fosse una maschera.

P.s. Perdonatemi qui per questo e gli altri cine-tatuaggi in cui cerco disperatamente poche parole per film che richiederebbero ore di discussioni approfondite (e competenza).

171 – The Oxford Murders – Teorema di un delitto

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Non è esente da difetti, ma riesce a proporre elementi originali, talvolta anche interessanti.

I temi di contorno mi hanno affascinato fin dalla prima scena.

La trama è decisamente intrigante come ci si aspetta da un giallo, ma si ha la sensazione che poteva offrire qualcosa in più sia nella caratterizzazione dei personaggi, sia nel cercare di renderli più realistici.

Il finale mi ha soddisfatto poco: non si esprime in pieno e ho la sensazione che non dica tutto quello che doveva dire…

Cine-tatuaggio: la sequenza di quattro simboli sull’avambraccio destro.

[SPOILER] ho avuto come l’impressione che il suggerimento nel fazzoletto non fosse nel simbolo che il professor Seldom ha finto di scrivere quanto nel fatto che lo abbia piegato a forma di triangolo, questo metterebbe il suo personaggio nella condizione della donna che ha assassinato il marito nella storia da lui raccontata: il delitto perfetto non è quello che non lascia indizi, ma quello che restituisce un colpevole…

170 – The Babadook

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Ha la particolarità di mostrare simultaneamente il paranormale, le paure ancestrali e la sensazione di perdere il contatto con la realtà che mi ha ricordato molto Shining.

Tecnicamente è meraviglioso, lode particolare al design ricercato dalla scenografia ai costumi al libro, la fotografia è perfetta, il crescendo calcolato tecnicamente: i piccoli terrori iniziali che terminano con il lenzuolo portato sulla testa sono decisamente azzeccati.

Insieme a Predestination e Ex Machina chiude la trilogia “rivelazione dell’estate 2015”.

Cine-tatuaggio: un cappello a cilindro sulla spalla destra

169 – 007 – Operazione tuono

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Continuerò a seguire la saga ma non farò cine-tatuaggi finché non troverò un capitolo che mi colpirà particolarmente…

Dopo il precedente infatti non ho notato in questo un particolare miglioramento, forse un peggioramento considerando l’azzardo nel voler girare molte scene sott’acqua.

Il risultato finale non è eccessivamente deludente, ma le ultime scene sono troppo rallentate dall’ambientazione rispetto all’adrenalina che vorrebbero trasmettere!

C’è da dire che ho un desiderio febbrile di vedere cosa avrà da offrire Spectre, e tenterò un recupero impossibile dei 19 film precedenti prima dell’uscita al cinema.

Cine-tatuaggio: un due a forma di saetta sulla palpebra sinistra.