163 – Insomnia

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Un po’ mi è dispiaciuto scoprire che si tratta di un remake: per tutto il bene che voglio a Nolan non sono un amante di queste operazioni.

Inconfrontabile con il film precedente (indovinate qual’è), ma con un ritmo ben serrato capace di tenerti incollato allo schermo fino alla fine e una trama in ogni caso molto Nolaniana.

Le sequenze sull’insonnia mi hanno colpito davvero, in alcuni momenti ho avuto realmente la sensazione che fossi io a perdere lucidità.

Cine-tatuaggio: un piccolo sole sotto l’occhio buono e un proiettile sotto l’occhio cattivo.

È il primo film con Robin Williams che vedo da quando l’anno scorso venni a sapere della sua morte…

38 – Il Padrino (parte 3)

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È tra i tre il più “vecchio” e il meno gangster, forse il più politico ma sicuramente il meno apprezzato.

Una delle cause è sicuramente il numero di personaggi leggermente minore, soprattutto di quelli carismatici (la mancanza di Vito Corleone interpretato da due grandissimi attori si sente eccome).

Personalmente non ho potuto che apprezzare questo terzo capitolo e ammirare ancora una volta le musiche di Nino Rota e quelle immagini impastate di giallo con le ombre accentuate sul volto.

Giudizio finale: mi tatuo la croce templare sul petto (sulla rosa).

28 – Il Padrino (parte 2)

al pacino premio oscar

Forse è solo una mia sensazione, ma guardando questo film e il capitolo precedente (immagino sarà così anche il successivo) ho trovato un insieme di elementi – primo fra tutti la fotografia – legati fortemente a questa saga, e a nessun altro film visto.

È come se prendendo una qualsiasi scena e riproducendone o soltanto i dialoghi, o soltanto il video, o soltanto la musica, li si associa sempre e senza dubbio al Padrino.

Il doppio filone narrativo presente in questa seconda parte credo lo renda un capitolo degno (se non superiore) del predecessore.

Magistrale De Niro che porta a compimento il difficile compito di accollarsi la parte di Vito Corleone che Marlon Brando aveva iconizzato.

Giudizio finale: mi tatuo un piccolo foglio tenuto da una spilla da balia sulla parte destra del petto con sopra la scritta “Red Star Line ” e sotto un “7”

18 – Il Padrino

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Ho riconosciuto così tante citazioni che mi sembrava di averlo già visto.

Grande in tutti i sensi; scene, interpretazioni e musiche indimenticabili.

Ho avuto la sensazione di ascoltare un opera musicale magnifica, in cui l’intero film era una condensazione delle note proposte da Nino Rota.

Giudizio finale: mi tatuo una rosa sul petto (a sinistra)

6 – … e giustizia per tutti

e giustizia per tutti al pacino

Non si tratta di un cult, né di un famoso blockbuster.

È tuttavia un film che sa di cosa sta parlando, e te lo mostra senza troppe pretese.

Sotto molti aspetti mi ha ricordato “l’avvocato del diavolo”, anche se in quel caso quello della legge diventa talvolta un pretesto per affrontare temi più grandi, mentre qui non ci si allontana dall’obiettivo, anzi, lo si colpisce – a mio parere – molto più forte.

Ho gradito davvero, e non posso che ringraziare wwayne per avermelo consigliato.

Qui troverete la sua recensione, o forse sarebbe meglio parlare di riflessione.

Giudizio finale: mi tatuo una piccolissima Y sulla guancia destra, visibile quando mi guardo allo specchio, per simboleggiare che spesso nella vita ci si trova davanti a un bivio, e che ci vuole coraggio per percorrere la strada più giusta.