108 – Marnie

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Il più atipico dei film di Hitchcock visti finora, ricordo che era presente sul mio vecchio libro di filosofia del terzo anno di liceo che lo proponeva più volte in riferimento a vari temi, e sinceramente non  ho ben chiaro il motivo adesso che ho finito di vederlo.

Lasciando perdere queste considerazioni, va riconosciuta alla pellicola la classica atmosfera dei film del regista, e il mistero/conflitto che propone molti dei temi a lui cari.

Mi è sembrato, rispetto agli altri, il più umano, mi riferisco nello specifico al personaggio interpretato da Sean Connery e i motivi che lo portano a comportarsi in maniera attenta e paterna nei confronti di una carnefice che si rivela essere una vittima.

Cine-tatuaggio: un cerchio rosso sulla testa

16 – Quarto potere

quarto potere orson welles bernard herrmann

La ricerca impossibile del significato di una parola e la ricostruzione della vita di colui che è morto pronunciandola.

Alla fine, solo allo spettatore è concesso di vedere l’ultimo tassello, ma è suo il compito di ricostruire il puzzle.

Quarto potere è una fenice che fa rinascere un nuovo cinema dalle ceneri del vecchio, o almeno è questo che si sente dire…

È sicuramente una tappa fondamentale per diventare cinefili!

Giudizio finale: mi tatuo un pezzo di puzzle nel palmo sinistro.

8 – Taxi driver

taxi driver robert de niro martin scorzese

Penso che non andrei molto lontano dalla verità nel considerare Taxi Driver un meraviglioso monologo.

Il film scorre su una lama che si assottiglia, giunto al termine si lascia cadere, svelando che tra il tutto e il suo contrario c’è una patina molto sottile.

Lascia impresse molte scene, tra le molte ho trovato esemplare la confidenza che fa al collega di puro nulla.

Giudizio finale: Mi tatuo un’impronta digitale rossa sulla tempia sinistra.

5 – Vertigo

vertigo - la donna che visse due volte hitchcock

Non saprei spiegare perché mi è piaciuto così tanto, parlare di regia o di fotografia non mi sembrerebbe corretto dal momento che non sono bravo a fingere di sapere le cose.

Non fingo però nel dire che il valore di questa pellicola lo si percepisce anche senza essere cinefili esperti, ma soltanto aspiranti, come me.

Giudizio finale: mi tatuo un piccolo vortice al centro del petto.