117 – Fuga da Alcatraz

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Per buona parte del film la consapevolezza che al protagonista non poteva succedere nulla di troppo grave – supportata dal titolo stesso che prometteva una fuga -mi ha permesso di gustarmi ogni scena in ogni suo particolare, e volendolo paragonare ad un pasto reale, la sensazione di essere alla cena dell’ultimo dell’anno non sarebbe un’esagerazione.

Poi l’oblio: fino al primo piano della testa di cartone è tutto un unico respiro trattenuto.

Proprio come il personaggio interpretato da Clint Eastwood, Fuga da Alcatraz analizza lo spettatore, lo distrae e  fugge, fugge dalla finzione e questi resta davanti alla storia senza più il tramite che gliela raccontava, smarrito in essa fino all’artificio dei titoli di coda, che interrompono l’ipnosi.

Cine-tatuaggio: un crisantemo sul cuore.

41 – Million dollar baby

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Uno schiaffo al cuore, mette letteralmente l’anima k.o.

Ho avuto bisogno di un po’ per riprendermi, per trattenere quanto più composto il mio viso che aveva una voglia di esplodere indicibile.

Non credo avrei bisogno di tatuaggi per ricordarlo, ha lasciato un solco già di suo!

Credo sia un film da vedere piaccia o non piaccia il cinema.

Ringrazio due volte Alessandra: la prima per l’ottimo film, la seconda per avermi permesso di incontrare una parte di me che esce fuori poche volte!

Giudizio finale: mi tatuo una pala sul pugno sinistro.

31 – Il buono il brutto e il cattivo

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Prendete un appassionato di treni e fuochi d’artificio,  e fatelo sedere.

Prendete tre treni bellissimi e riempiteli di fuochi d’artificio.

Prendete tre binari e fateli incontrare nello stesso punto.

Fate scontrare i treni dopo una corsa a perdifiato e regalate così all’appassionato il più grande spettacolo mai visto.

Ora sostituite l’appassionato di treni e fuochi d’artificio con un appassionato di cinema e del mondo west e sostituite al treno carico Il buono il brutto e il cattivo.

Il risultato è lo stesso!

Giudizio finale: mi tatuo un cappio intorno alla falangetta del medio della mano destra (in memoria di Eli Wallach.)

21 – Per qualche dollaro in più

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Credo che la seguente affermazione possa tranquillamente essere inserito nel dizionario dei luoghi comuni: la coppia Leone-Morricone è sempre vincente, e in questo film non è l’unica coppia funzionante… Il Monco e il colonnello Douglas Mortimer giocano a un tiro alla fune per l’intero film tenendo sempre la bandierina perfettamente al centro.

Se infatti ho trovato le battute meno memorabili del precedente film della trilogia, la caratterizzazione dei protagonisti, ma anche quella degli antagonisti, è così perfetta da lasciare lo spettatore più che soddisfatto.

Lo stesso discorso non vale per i combattimenti, decisamente più epici e colmi di tensione.

Giudizio finale: mi tatuo un orologio da taschino sul costato (sulla sinistra)

11 – Per un pugno di dollari

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I dialoghi di questo film, le battute ad effetto, il tocco di Leone in ogni inquadratura, le musiche.

Con che coraggio potrei parlare di tutto questo in poche righe senza neanche la pretesa di recensire?

E’ un tassello di un vecchio e assurdo mondo, rappresentato in centinaia di pellicole, ma poche valide come questa!

Giudizio finale: Mi tatuo un dollaro sul cuore.