151 – La mosca

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Inaspettatamente fluido e lineare riesce ad appassionare con una storia non troppo complessa ma con tutti gli elementi al posto giusto.

Più guardo film di Cronenberg più mi convinco che il passaggio alla CGI abbia mutilato il cinema; ciononostante la scena che maggiormente mi ha impressionato è stata la camminata sulle pareti (in qualche modo mi ha fatto pensare a 2001 Odissea nello spazio).

Credo che il tema della metamorfosi sia stato centrato in pieno.

Cine-tatuaggio: Una mosca sulla scapola destra.

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91 – Videodrome

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Cos’è Videodrome?

È un caso che il film si chiami come il progetto?

Potrebbe l’intero film essere un esperimento di meta-cinema, un comunicare dentro lo schermo attraverso un secondo schermo in una sorta di matriosca?

Cosa significa il finale? (Presupponendo che tutto il resto sia chiaro).

Non credo sia possibile parlare di quello che penso del film, anche perché oltre alle poche righe che rappresentano un valido impedimento, le mie riflessioni tendono a non essere esprimibili verbalmente, e sarebbero molto più chiare se espresse con immagini… Solo che se si avesse la possibilità di ricreare delle immagini con la mente, il rischio è di ritrovarsi di nuovo il film da capo!

Cine-tatuaggio: una ferita verticale sulla pancia.

36 – Crash

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Crash è un film molto sopra le righe che mostra un’umanità malata e perversa dedita al raggiungimento di un piacere che ha confini sottili con il dolore e che porta alla distruzione.

La non-interpretazione dei personaggi, la loro mancanza di presenza a loro stessi rende tutto più reale; bravura, quella degli attori, superata solo da Cronenberg che rende propria la pellicola con uno stile che inizio a conoscere (vedi il precedente tatuaggio dedicato al regista).

Consiglio a tutti la recensione di Jeremy Merrick che mi ha praticamente contagiato con la sua visione del film.

Giudizio finale: mi tatuo un’ammaccatura d’auto sulla coscia sinistra, un tatuaggio sporco… come una profezia.

19 – Il pasto nudo

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Credo sia il film kafkiano per eccellenza: un’esperienza fatta di simboli e parole, il percorso di uno scrittore che vive in una realtà parallela.

Mente e mondo intrecciano i loro fotogrammi e partoriscono Il pasto nudo, lo spettatore coglie una piccola percentuale della totalità, come è giusto che sia in questi casi.

Interessantissimi i titoli di testa, molto bello il discorso all’inizio tra Martin e Hank sulla scrittura.

Giudizio finale: mi tatuo una minuscola blatta sul polpastrello dell’indice sinistro.