167 – I giorni del cielo

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Un film delicato e naturale in cui l’essenza sovrasta la trama, le immagini colpiscono con dei colori incredibili e le musiche ti conquistano.

L’attenzione ai particolari in ogni scena mi ha fatto sentire immerso nel contesto, come un albero in un campo, e  da lì assistevo quasi non curante alle vicende dei protagonisti mentre si svolgevano intorno a me.

L’ho trovato incredibilmente metafisico, e per i discorsi interiori del personaggio di Linda, e per i silenzi che lasciano spazio alla natura di recitare e meravigliare con l’immensità del semplice.

Cine-tatuaggio: una spiga di grano piegata sotto il peso di una cavalletta sul petto a sinistra.

165 – La cosa

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In un primo momento vivi la vicenda in prima persona, sei nella storia e cerchi di individuare il mostro-camaleonte.

Contemporaneamente, la parte di te cosciente di assistere ad un film aspetta ansiosa il prossimo episodio in cui questo si manifesta per poter gustare gli orripilanti effetti speciali (orripilanti perché fatti bene!).

Poi a fine film senti che vuole sollevare la testa, e parlo di quella parte di te spocchiosa pronta a emettere il proprio parere, pronta a sostenere quanto sia stupido il film, essa comincia a riflettere su quanto appena visto: un gruppo di uomini che nel momento in cui si presenta una minaccia cominciano a sospettare l’uno dell’altro lasciandosi guidare dai pregiudizi, dalle antipatie, finendo col creare ben più di un mostro e facendo crescere un odio ingiustificato… a questo punto questa parte spocchiosa batte la ritirata lentamente e fa posto ad un altra parte di te: quella consapevole di aver assistito ad un qualcosa che oltre ad intrattenere propone vere e proprie riflessioni politiche.

Ci dovrei essere abituato dopo tanti film di Carpenter, eppure non riesco a non sorprendermi della capacità di questo regista di riuscire a creare delle storie così stratificate leggibili nei livelli più vari.

Cine-tatuaggio: delle zampe di ragno ai lati del collo.

49 – C’era una volta in America

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Un affascinante viaggio nel tempo, un gioco di narrazione e di interpretazione.

Un film immerso nei personaggi attraverso la descrizione finissima delle vicende e delle emozioni, altresì immerso nel luogo che ospita queste vite: un’America fotografata in tre periodi storici fondamentali.

Decisamente lungo, ma capace di essere leggero e piacevole al punto di farti sentire lì nella vicenda.

Giudizio finale: Mi tatuo un orologio da taschino nel palmo sinistro.

31 – Il buono il brutto e il cattivo

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Prendete un appassionato di treni e fuochi d’artificio,  e fatelo sedere.

Prendete tre treni bellissimi e riempiteli di fuochi d’artificio.

Prendete tre binari e fateli incontrare nello stesso punto.

Fate scontrare i treni dopo una corsa a perdifiato e regalate così all’appassionato il più grande spettacolo mai visto.

Ora sostituite l’appassionato di treni e fuochi d’artificio con un appassionato di cinema e del mondo west e sostituite al treno carico Il buono il brutto e il cattivo.

Il risultato è lo stesso!

Giudizio finale: mi tatuo un cappio intorno alla falangetta del medio della mano destra (in memoria di Eli Wallach.)

21 – Per qualche dollaro in più

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Credo che la seguente affermazione possa tranquillamente essere inserito nel dizionario dei luoghi comuni: la coppia Leone-Morricone è sempre vincente, e in questo film non è l’unica coppia funzionante… Il Monco e il colonnello Douglas Mortimer giocano a un tiro alla fune per l’intero film tenendo sempre la bandierina perfettamente al centro.

Se infatti ho trovato le battute meno memorabili del precedente film della trilogia, la caratterizzazione dei protagonisti, ma anche quella degli antagonisti, è così perfetta da lasciare lo spettatore più che soddisfatto.

Lo stesso discorso non vale per i combattimenti, decisamente più epici e colmi di tensione.

Giudizio finale: mi tatuo un orologio da taschino sul costato (sulla sinistra)

11 – Per un pugno di dollari

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I dialoghi di questo film, le battute ad effetto, il tocco di Leone in ogni inquadratura, le musiche.

Con che coraggio potrei parlare di tutto questo in poche righe senza neanche la pretesa di recensire?

E’ un tassello di un vecchio e assurdo mondo, rappresentato in centinaia di pellicole, ma poche valide come questa!

Giudizio finale: Mi tatuo un dollaro sul cuore.