161 – Predestination

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Da poco ho ridato un’occhiata ad un vecchio romanzo che scrissi tra la terza e la quinta superiore e questa sera mi sono trovato davanti un film che sembra riproporre tantissimi elementi che lo caratterizzano… sembrerà assurdo, ma se faceste caso che il mio nickname è Eterit (eterno ritorno) forse potrete credermi!

Sarà stato anche per questo motivo che ho avuto chiara la trama molto presto, e devo ammettere che è molto molto intrigante.

C’è una piccola spiegazione che ho dovuto trovare però ad un elemento non chiaro: il signor Robertson, se vi interessa inserisco la mia interpretazione dopo il

cine-tatuaggio: la custodia di un violino sull’inguine.

interpretazione: [SPOILER] credo che ad un certo punto il ciclo si interrompa con Jack che non spara il se stesso del futuro, magari per farla finita e mettere l’alter-ego nella condizione di riparare al proprio suicidio e diventare… Robertson. Ok, rileggendola ora la trovo più assurda di quanto immaginavo, eppure non riesco a non pensare al fatto che il personaggio di Noah Taylor come quello di Ethan Hawke abbia capelli castani, occhi chiari e baffi!

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158 – Before midnight

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Si chiude il sipario su questa avventura durata 18 anni con un terzo capitolo intenso che ha su di sé il peso di mostrare Jesse e Celine dopo aver vissuto la storia cominciata definitivamente nel film precedente.

Tutto porterebbe a pensare che non ci saranno altri film, ma sono invaso dalla curiosità di vedere cosa potrebbe partorire Linklater.

In fin dei conti è come se nei suoi film si aprisse in maniera spontanea scrivendo un diario pubblico e facendolo recitare ad attori, a meno che nei prossimi anni non gli resti niente da raccontare, un quarto capitolo non sembrerebbe impossibile (anche se bisogna ammettere che sembra non ci siano più titoli disponibili).

Concludendo, credo che questa trilogia sia la migliore incarnazione di quello che il cinema ha da offrire a proposito dell’amore… o qualcosa del genere.

Cine-tatuaggio: il torsolo di una mela dietro le scapole.

147 – Prima del tramonto

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Sembra strano considerarlo un film diverso dal precedente: il tempo della storia è praticamente uguale a quello del racconto, ancora più che in Prima dell’alba, e l’ascoltare dialoghi così naturali, percorrere le strade di Parigi conoscendo i personaggi allo stesso modo in cui l’uno conosce l’altro, dopo un lasso di tempo che per quanto minore rispetto a nove anni è comunque maggiore rispetto alla pausa tra primo e secondo tempo (dopo Boyhood non mi avrebbe sorpreso se Linklater avesse girato questo film in nove anni)…

Stando così le cose non posso che catapultarmi verso il terzo capitolo per poter esprimere un parere completo.

Cine-tatuaggio:  Una tour effeil sotto l’orologio a destra

137 – Prima dell’alba

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Il gioco del tempo, della vita, sembra affascinare Linklater a tal punto da riempire il suo cinema con pellicole che sono manifestazioni della sua immensa curiosità.

Da secoli gli artisti girano intorno ai soliti due o tre argomenti cercando di fare ognuno la differenza; tante volte il risultato è un qualcosa che si è in qualche modo allontanato dalla causa che lo ha ispirato.

L’effetto di questo film è una storia tanto semplice quanto reale fatta di parole che si incontrano e desiderano di far parte l’una dell’altra per creare nuove parole, frasi, racconti.

In una Vienna dormiente, prima dell’alba mostra un fiore che sboccia, e coinvolge dal primo all’ultimo momento riempendo il cuore.

Cine-tatuaggio: un frullatore sullo zigomo sinistro

104 – Boyhood

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È un’esperienza molto particolare quella proposta da Linklater in questo lavoro, un’esperienza che non si è soliti vedere al cinema.

Non so perché, ma mi viene in mente Bonanza nell’intro di Radiofreccia che parla delle vite nei film confrontandole con la vita reale.

Ecco, in questo caso le due cose sono molto più vicine del solito.

ALl’inizio mi aspettavo qualcosa di più filosofico, come Waking Life, poi mi sono reso conto che quel qualcosa c’è sempre stato sin dalla prima inquadratura.

Cine-tatuaggio: una circonferenza intorno all’occhio sinistro, come se mi fossi sporcato guardando in un cannocchiale.

37 – Waking life

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Waking life è sollevarsi da terra e percorrere un’insolita galleria d’arte in cui le opere sono riflessioni e situazioni, è il mondo che scorre nelle sue tante sfumature senza i tempi morti: le vite dei film.

Vita-morte, veglia-sonno: seguire il viaggio di un oniriconauta trovandoci a non cogliere più simili concetti come opposti ma acuendo la voglia di capire.

Molto filosofico ma soprattutto molto antropologico proposto in una particolarissima animazione in rotoscope.

Giudizio finale: mi tatuo un interruttore della luce con degli occhi stilizzati che indicano il sonno e la veglia, me lo tatuo sul polso destro dove dovrebbe esserci il quadrante dell’orologio.