142 – Le notti di Cabiria

le notti di cabiria, fellini, federico fellini, pasolini, giulietta masina, recensione, tatuaggio, aspettaunmemento

Una storia struggente composta di quadri differenti descritti dalla protagonista che semplicemente li attraversa vestita di un’ingenuità che entra in forte conflitto con quello che fa per vivere ma che al contempo la aiuta a reagire alla miseria di cui è circondata e a cui appartiene dandole la forza di apprezzare il poco che possiede, e il coraggio di reagire alle cattiverie del mondo.

C’è spazio per molti temi che si presentano nei vari episodi che si susseguono: dallo spiraglio verso il mondo dello spettacolo fino al fanatismo religioso che Fellini propone con tremenda assenza di giudizio.

Le notti di Cabiria credo prenderà un posto speciale nella mia mente amnesica.

Cine-tatuaggio: una lacrima nera sotto l’occhio sinistro.

Annunci

67 – La grande bellezza

premio oscar, toni servillo, sabrina ferilli, carlo verdone, carlo buccirosso, tatuaggio, recensione, fellini, la dolce vita, aspettaunmemento

Jap tende al tramonto della sua esistenza, è spento dentro e osserva il mondo intorno dissolversi in una danza fatta di vacuità, di niente.

Sorrentino accompagna lo spettatore in profonde immersioni nei complessi meandri dell’animo del protagonista, una Roma sfaccettata fa da sfondo, la sua estrema maestosità la fa fallire nel suo ruolo, la sua enorme maestosità le fa riuscire in pieno nel suo compito.

Il tema del doppio è evidente nel forte contrasto tra i corpi e le loro anime.

Film meraviglioso con deliziosi omaggi al cinema felliniano, primo fra tutti sicuramente la dolce vita,

Giudizio finale: mi tatuo una giraffa sul… non importa, è sparita.

p.s. Vi propongo questa recensione di Claudio di Biagio, non sono molto d’accordo con il suo discorso, o almeno nel vedere il film sono riuscito a immedesimarmi in Jep e ho vissuto la parte finale immerso nella storia senza coglierne le parti separate, ma trovo il suo modo di parlare di cinema meraviglioso, e questo video non è escluso.

43 – I Vitelloni

alberto sordi, federico fellini, nino rota, tatuaggio

Un film che svela gli embrioni dagli ambienti ristretti aristocratico-borghesi raccontati ne La dolce vita, e dei toni personalissimi di otto e mezzo, un film che si chiude in un isolamento con una singola via di fuga e allo stesso tempo si apre coralmente a un gruppo di amici co-protagonisti, ognuno dei quali si trova costretto ad affrontare una crescita reale e forzata, una crescita fino ad allora attutita dai confini ovattati de paesino che li ospita, una crescita che tuttavia continua a essere rifiutata e scalciata in avanti per l’intera pellicola.

Giudizio finale: mi tatuo un cerchio non completamente chiuso intorno all’ombelico

25 – La dolce vita

la dolce vita federico fellini

La dolce vita ci mostra un mondo vacuo fatto di tanti individui soli, isolati e incapaci di comunicare tra loro.

Ogni vicenda sembra un film a sé stante, e la punta del compasso intorno a cui tutto gira è Marcello: insoddisfatto e indeciso, continuamente circondato da donne e paparazzi.

Giudizio finale: mi tatuo una spina elettrica scollegata che pende dall’orecchio.

Volevo giocare sul significato del verbo sentire che può essere esteso oltre a ciò che si ode… E poi era abbastanza difficile trovare un tatuaggio adatto a questo film!

3 – Otto e mezzo

otto e mezzo - fellini

Profondo, decisamente profondo e denso.

Ti cattura, ti tira in basso e ti trascina lungo un percorso così lontano eppure così reale.

Realtà, ricordo e finzione rompono le pareti di un film che è il racconto di se stesso, ed è il racconto di tutti.

Giudizio finale: mi tatuo un punto esclamativo con attorcigliatogli intorno una specie di serpente a forma di punto interrogativo. Me lo tatuo sulla spalla destra, in un punto visibile quando mi volto indietro.