175 – Fargo

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Un film poliedrico e coinvolgente capace di spostarsi tra generi anche opposti senza risultare mai fuori luogo e riuscendo a sorprendere continuamente.

Le atmosfere ricreate grazie alle magnifiche location innevate sembrano far parte di qualcos’altro a sè stante, e che ciononostante si sposa perfettamente con tutto il resto!

Il mondo de il grande Lebowski degli stessi Coen sembra rispettare le stesse regole assurde, e nuovamente mi trovo nella condizione di voler spulciare una filmografia!

Cine-tatuaggio: la ferita di un proiettile preso di striscio sulla mascella a destra.

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101 – Moonrise Kingdom – Una fuga d’amore

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Ho la strana abitudine di vedere come iniziano i film, spegnere dopo cinque minuti e proseguire con il successivo finché non mi faccio un’idea di cosa guarderò di lì a qualche giorno.

Ero annoiato e stavo per fare la stessa cosa cominciando da questo film.

Inquadrature, colori, musiche, atmosfera, simmetria, umorismo.

Niente in particolare, semplicemente tutte queste cose insieme mi hanno letteralmente travolto e ho ripreso conoscenza ai titoli di coda.

È vero che trattandosi di Wes Anderson potevo anche aspettarmelo, ma è stata una sfida impossibile e nonostante tutto inevitabile, come il fumatore che vuole far credere di poter smettere quando gli pare.

Cine-tatuaggio: due distintivi sul braccio sinistro che compongono il numero 55.

47 – This must be the place

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Una storia inusuale che si impersonìfica nella vecchia Rockstar Cheyenne ancora nascosta dietro la sua maschera.

Gli incontri e le tematiche rendono la pellicola un qualcosa di simile a una raccolta di poesie, similitudine supportata per buona percentuale dalla maestria di Sorrentino dietro la macchina da presa.

Molto interessante la figura del protagonista, quasi iconica, ancora più interessante il suo percorso.

Giudizio finale: mi tatuo il mio numero di telefono sull’avambraccio destro.