38 – Il Padrino (parte 3)

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È tra i tre il più “vecchio” e il meno gangster, forse il più politico ma sicuramente il meno apprezzato.

Una delle cause è sicuramente il numero di personaggi leggermente minore, soprattutto di quelli carismatici (la mancanza di Vito Corleone interpretato da due grandissimi attori si sente eccome).

Personalmente non ho potuto che apprezzare questo terzo capitolo e ammirare ancora una volta le musiche di Nino Rota e quelle immagini impastate di giallo con le ombre accentuate sul volto.

Giudizio finale: mi tatuo la croce templare sul petto (sulla rosa).

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28 – Il Padrino (parte 2)

al pacino premio oscar

Forse è solo una mia sensazione, ma guardando questo film e il capitolo precedente (immagino sarà così anche il successivo) ho trovato un insieme di elementi – primo fra tutti la fotografia – legati fortemente a questa saga, e a nessun altro film visto.

È come se prendendo una qualsiasi scena e riproducendone o soltanto i dialoghi, o soltanto il video, o soltanto la musica, li si associa sempre e senza dubbio al Padrino.

Il doppio filone narrativo presente in questa seconda parte credo lo renda un capitolo degno (se non superiore) del predecessore.

Magistrale De Niro che porta a compimento il difficile compito di accollarsi la parte di Vito Corleone che Marlon Brando aveva iconizzato.

Giudizio finale: mi tatuo un piccolo foglio tenuto da una spilla da balia sulla parte destra del petto con sopra la scritta “Red Star Line ” e sotto un “7”

18 – Il Padrino

il padrino marlon brando francis ford coppola al pacino premio oscar

Ho riconosciuto così tante citazioni che mi sembrava di averlo già visto.

Grande in tutti i sensi; scene, interpretazioni e musiche indimenticabili.

Ho avuto la sensazione di ascoltare un opera musicale magnifica, in cui l’intero film era una condensazione delle note proposte da Nino Rota.

Giudizio finale: mi tatuo una rosa sul petto (a sinistra)

2 – Apocalypse Now redux

apocalypse now redux

Non ho visto la versione breve prima di questa (quella senza redux nel titolo), non so come potrebbe reggersi la pellicola senza 47 minuti.

Inoltre il finale della prima versione era diverso. Non voglio vederlo.

Molto poetico, molto sofferto.

Piuttosto che la prima versione, guarderei volentieri il documentario del making of.

Bellissima la metafora del fiume, la cornice musicale dei Doors all’inizio e alla fine.

Molto sentite le transizioni nel montaggio.

Magnifica interpretazione di Marlon Brando.

Giudizio finale: me lo tatuo sul collo del piede, una bandiera del Vietnam rossa con la stella gialla; quei classici tatuaggi che puoi vedere quando fai una doccia, o quando sei in spiaggia e il caldo ti soffoca, o magari quando fai surf!