101 – Moonrise Kingdom – Una fuga d’amore

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Ho la strana abitudine di vedere come iniziano i film, spegnere dopo cinque minuti e proseguire con il successivo finché non mi faccio un’idea di cosa guarderò di lì a qualche giorno.

Ero annoiato e stavo per fare la stessa cosa cominciando da questo film.

Inquadrature, colori, musiche, atmosfera, simmetria, umorismo.

Niente in particolare, semplicemente tutte queste cose insieme mi hanno letteralmente travolto e ho ripreso conoscenza ai titoli di coda.

È vero che trattandosi di Wes Anderson potevo anche aspettarmelo, ma è stata una sfida impossibile e nonostante tutto inevitabile, come il fumatore che vuole far credere di poter smettere quando gli pare.

Cine-tatuaggio: due distintivi sul braccio sinistro che compongono il numero 55.

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73 – L’ultima tentazione di Cristo

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Non posso pensarti figlio di Dio, ma figlio dell’uomo...” cantava De André, e nel ripetere quel ritornello posso diventava voglio, infine devo.

Questo film di Scorsese credo non si allontani molto dai temi de La buona novella.

Dafoe interpreta un Cristo umano in ogni suo dubbio, in ogni sua paura e nella sua possibilità di peccare.

Credo che sotto molti aspetti il sia volutamente provocatorio, e credo che lo sia per stabilire un giudizio equilibrato nei confronti di uno dei più importanti personaggi della storia dell’umanità troppo spesso considerato fuori dalla sua natura.

Interessantissima inoltre la visione di Giuda.

Cine-tatuaggio: una mela morsicata sulla scapola destra

Ringrazio Danilo per avermelo consigliato!

17 – Grand Budapest Hotel

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Non conoscevo Wes Anderson come regista, ora sento l’obbligo verso me stesso di recuperarne la filmografia.

Lo stile, il gusto, la poesia, la leggerezza, l’originalità, la raffinatezza.

Ognuno di questi elementi sovrasta l’altro in una sorta di Jenga che si eleva verso l’infinito e oltre.

Parole forse eccessive per un aspirante cinefilo che arriva al film in maniera quasi diretta senza aver consultato “fonti autorevoli”…

Ma come può non essere criticato positivamente Grand Budapest Hotel?!

Giudizio finale: mi tatuo due chiavi incrociate sul petto a sinistra.

8 – Taxi driver

taxi driver robert de niro martin scorzese

Penso che non andrei molto lontano dalla verità nel considerare Taxi Driver un meraviglioso monologo.

Il film scorre su una lama che si assottiglia, giunto al termine si lascia cadere, svelando che tra il tutto e il suo contrario c’è una patina molto sottile.

Lascia impresse molte scene, tra le molte ho trovato esemplare la confidenza che fa al collega di puro nulla.

Giudizio finale: Mi tatuo un’impronta digitale rossa sulla tempia sinistra.