165 – La cosa

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In un primo momento vivi la vicenda in prima persona, sei nella storia e cerchi di individuare il mostro-camaleonte.

Contemporaneamente, la parte di te cosciente di assistere ad un film aspetta ansiosa il prossimo episodio in cui questo si manifesta per poter gustare gli orripilanti effetti speciali (orripilanti perché fatti bene!).

Poi a fine film senti che vuole sollevare la testa, e parlo di quella parte di te spocchiosa pronta a emettere il proprio parere, pronta a sostenere quanto sia stupido il film, essa comincia a riflettere su quanto appena visto: un gruppo di uomini che nel momento in cui si presenta una minaccia cominciano a sospettare l’uno dell’altro lasciandosi guidare dai pregiudizi, dalle antipatie, finendo col creare ben più di un mostro e facendo crescere un odio ingiustificato… a questo punto questa parte spocchiosa batte la ritirata lentamente e fa posto ad un altra parte di te: quella consapevole di aver assistito ad un qualcosa che oltre ad intrattenere propone vere e proprie riflessioni politiche.

Ci dovrei essere abituato dopo tanti film di Carpenter, eppure non riesco a non sorprendermi della capacità di questo regista di riuscire a creare delle storie così stratificate leggibili nei livelli più vari.

Cine-tatuaggio: delle zampe di ragno ai lati del collo.

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148 – 1997: Fuga da New York

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Risulta difficile contestualizzarlo: pensare che quando è stato realizzato nell’81 il 1997 era il futuro mi fa sentire preso in giro.

La qualità del film in ogni suo aspetto è indiscutibilmente perfetta, ma quello che più mi ha fatto impazzire è la scelta di trasformare Manhattan in una prigione, non solo per l’idea in sè (e per le varie metafore che vuole suggerire), ma per come è stata resa visivamente da Carpenter.

Se tutto ciò non bastasse, la scena finale vale i cento minuti di film.

Cine-tatuaggio : un serpente nero sulla pancia

P.S. proprio in questo periodo sto recuperando metal gear 4, e trovarmi Kurt Russell con benda sull’occhio, vizio del fumo e soprannome Snake mi ha spaesato non poco!

114 – Il seme della follia

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In un mondo di matti, il matto è il savio, questo è il paradosso della follia.

In informatica un sinonimo di paradosso è il loop: un ciclo che si ripete all’infinito.

Il paradosso, la follia, l’infinito e l’orrore vorticano in un esperimento di meta-meta-[…]meta-cinema riuscito in ogni particolare, e questo esperimento porta la firma di John Carpenter.

Sfido chiunque a non restare terrorizzato da questo film.

Cine-tatuaggio: delle croci su tutto il corpo.

94 – Halloween

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Lavoro incredibile introdotto da un piano-sequenza che sembra ripercorrere Profondo Rosso di Dario Argento.

La trama è semplice, ma il modo in cui è sfruttata per alzare la tensione è vincente; la colonna sonora dello stesso Carpenter è perfetta, e per certi versi mi ha ricordato il lavoro di John Williams ne Lo squalo per l’alternanza di due note che suggeriscono il battito del cuore del predatore.

In ultimo i rimandi a Shining: la donna inseguita da un pazzo armato, una malattia mentale che sembra sfociare nell’occulto.

Un incubo che non vuole chiudersi, un citazionismo attento, un film low-budget che fa scuola.

Cine-tatuaggio: una zucca di halloween rossa sul naso.

32 – Essi vivono

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Essi vivono è un insolito accostamento di critica sociale ed action movie anni ’80 che si pone come punto di passaggio nella lunga autostrada che collega il mito della caverna di Platone a Matrix dei fratelli Wachowski.

Gradisco sempre quando un futuro distopico serve da specchio per schiaffare in faccia quello che accade davvero, e le scene di Jack che indossa gli occhiali valgono l’intera pellicola.

Altra scena particolarmente interessante è la scazzottata trai protagonisti, in particolare il significato che assume.

Giudizio finale: mi tatuo la scritta “THIS IS YOUR GOD” in riferimento a quest’altro tatuaggio.