171 – The Oxford Murders – Teorema di un delitto

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Non è esente da difetti, ma riesce a proporre elementi originali, talvolta anche interessanti.

I temi di contorno mi hanno affascinato fin dalla prima scena.

La trama è decisamente intrigante come ci si aspetta da un giallo, ma si ha la sensazione che poteva offrire qualcosa in più sia nella caratterizzazione dei personaggi, sia nel cercare di renderli più realistici.

Il finale mi ha soddisfatto poco: non si esprime in pieno e ho la sensazione che non dica tutto quello che doveva dire…

Cine-tatuaggio: la sequenza di quattro simboli sull’avambraccio destro.

[SPOILER] ho avuto come l’impressione che il suggerimento nel fazzoletto non fosse nel simbolo che il professor Seldom ha finto di scrivere quanto nel fatto che lo abbia piegato a forma di triangolo, questo metterebbe il suo personaggio nella condizione della donna che ha assassinato il marito nella storia da lui raccontata: il delitto perfetto non è quello che non lascia indizi, ma quello che restituisce un colpevole…

110 – The Elephant Man

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La bestia umana, il dilemma etico, bene e male che aleggiano al di sopra della vita e danzano confondendo gli uomini, che da sotto osservano e cercano di distinguerli.

Il cinema racconta storie, in casi come questo storie incredibili e ispirate a qualcosa di accaduto, in casi come questo le racconta a modo suo, volendo raggiungere un piano differente.

E così le questioni della prima frase, che appaiono confuse a chi la legge distrattamente, si condensano nella figura di John Merrick e nelle persone che gli girano attorno.

Un film che commuove e invita alla riflessione.

Cine-tatuaggio: un piccolo elefante dietro la nuca

96 – Contact

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Se ne può fare decisamente a meno, eppure vedendolo con predisposizione può far porre domande interessanti.

Se capita sottomano consiglio di vederlo interamente, ma senza particolari aspettative.

Dopo queste premesse così poco invitanti potrebbe sorprendere.

Cine-tatuaggio: una piccola costellazione nel palmo destro

61 – Alien

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Se si fa un film ambientato nello spazio, il peso di 2001 tonnellate cade subito sulle spalle; per evitare di trascinarselo dietro con pessimi risultati bisogna sfruttarlo a proprio vantaggio, e Scott lo fa benissimo intelaiando una complessa trama di citazioni al capolavoro di Kubrick,mostrandosi capace di sostenere un horror nello spazio senza precedenti.

La vicenda avviene in un dedalo complesso di circuiti e condotti all’interno del quale si infiltra una creatura aliena, una trama apparentemente lineare che lascia trapelare non pochi colpi di scena.

Film di primo livello in ogni aspetto, la scenografia lascia a bocca aperta.

Giudizio finale: mi tatuo un uovo nero sulla bocca dello stomaco