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148 – 1997: Fuga da New York

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Risulta difficile contestualizzarlo: pensare che quando è stato realizzato nell’81 il 1997 era il futuro mi fa sentire preso in giro.

La qualità del film in ogni suo aspetto è indiscutibilmente perfetta, ma quello che più mi ha fatto impazzire è la scelta di trasformare Manhattan in una prigione, non solo per l’idea in sè (e per le varie metafore che vuole suggerire), ma per come è stata resa visivamente da Carpenter.

Se tutto ciò non bastasse, la scena finale vale i cento minuti di film.

Cine-tatuaggio : un serpente nero sulla pancia

P.S. proprio in questo periodo sto recuperando metal gear 4, e trovarmi Kurt Russell con benda sull’occhio, vizio del fumo e soprannome Snake mi ha spaesato non poco!

31 – Il buono il brutto e il cattivo

sergio leone, ennio morricone, trilogia del dollaro, clint eastwood, lee van cleef, eli wallach

Prendete un appassionato di treni e fuochi d’artificio,  e fatelo sedere.

Prendete tre treni bellissimi e riempiteli di fuochi d’artificio.

Prendete tre binari e fateli incontrare nello stesso punto.

Fate scontrare i treni dopo una corsa a perdifiato e regalate così all’appassionato il più grande spettacolo mai visto.

Ora sostituite l’appassionato di treni e fuochi d’artificio con un appassionato di cinema e del mondo west e sostituite al treno carico Il buono il brutto e il cattivo.

Il risultato è lo stesso!

Giudizio finale: mi tatuo un cappio intorno alla falangetta del medio della mano destra (in memoria di Eli Wallach.)

21 – Per qualche dollaro in più

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Credo che la seguente affermazione possa tranquillamente essere inserito nel dizionario dei luoghi comuni: la coppia Leone-Morricone è sempre vincente, e in questo film non è l’unica coppia funzionante… Il Monco e il colonnello Douglas Mortimer giocano a un tiro alla fune per l’intero film tenendo sempre la bandierina perfettamente al centro.

Se infatti ho trovato le battute meno memorabili del precedente film della trilogia, la caratterizzazione dei protagonisti, ma anche quella degli antagonisti, è così perfetta da lasciare lo spettatore più che soddisfatto.

Lo stesso discorso non vale per i combattimenti, decisamente più epici e colmi di tensione.

Giudizio finale: mi tatuo un orologio da taschino sul costato (sulla sinistra)