143 – Stay

Stay - nel labirinto della mente

La regia è al limite dell’abuso, un risultato che si ottiene con talento o con fortuna, e punterei sulla prima.

Un thriller che sembra voler proporre tasselli infiniti di un mosaico che non assume alcuna forma fino agli ultimi minuti, una svolta che potrebbe infastidire o affascinare, in questo caso punto sulla seconda.

Durante i titoli di coda rivedi scorrere il film in un minuto, e ogni cosa assume nuovi significati.

Cine-tatuaggio: il ponte di Brooklyn sulla tempia destra.

131 – 21 grammi

21 grammi, Alejandro González Iñárritu, sean penn, naomi watts, recensione, tatuaggio, aspettaunmemento

Se per la sensazione di apnea Birdman somiglia ad un’immersione profonda, 21 grammi è un nuotare disperato verso la salvezza, una serie di puzzle differenti con elementi simili che si compongono contemporaneamente rilasciando lentamente intravedere ciò che rappresentano.

L’essere esonerati dal tempo fa sì che gli occhi di chi guarda siano gli stessi di una creatura divina che osserva dall’alto, o almeno è la sensazione che ho provato, sensazione che si è delineata anche grazie alla presentazione dei personaggi che – nel momento della tragedia – li sveste di tutto non permettendo ad alcun giudizio di essere emesso.

Cine-tatuaggio: Una cicatrice sullo sterno.

Ringrazio di cuore Alessandra per avermelo consigliato.

120 – Birdman

birdman, Alejandro González Iñárritu, michael keaton, oscar, recensione, tatuaggio, aspettaunmemento

Se c’è una cosa che mi viene da dire dopo aver visto questo film è che è tremendamente invadente: non ti lascia tregua, ti confonde, ti porta nei personaggi nonostante la loro sia una realtà che esiste dall’altra parte dello schermo, e talvolta dal lato opposto della saviezza.

In un sistema a scatole cinesi il film mette in scena uno spettacolo teatrale ripreso da dietro le quinte portando con sé una forte critica al cinema odierno senza paura di fare nomi, una critica che riesce a sfruttare la propria eco per inserire la società, la tecnologia, la fama e la critica stessa.

Birdman si rivela essere una scultura tanto bella quanto fragile, in film del genere il finale è il particolare che decide se questa scultura manterrà l’equilibrio o cadrà rovinosamente in mille pezzi.

Con un piacevole sospiro di sollievo,Iñárritu si dimostra un eccelso artigiano: il capolavoro è servito.

Cine-tatuaggio: delle ali sulle narici

62 – King Kong (2005)

peter jackson, il signore degli anelli, weta, king kong, buster building, tatuaggio, aspettaunmemento

Peter Jackson, l’uomo che ha portato al cinema la Trilogia, propone uno dei classici per eccellenza e lo fa mostrando tanta passione, professionalità e rispetto.

Lo stacco dall’originale è di settant’anni (a quanto mi è parso di capire il re-make del 1998 non è stato proprio considerato), settant’anni di evoluzione cinematografica che hanno portato al concepimento di questo, che non credo di sbagliare nel definirlo, erede definitivo.

Questo perché – come Kong – ha preso nelle proprie mani il lavoro del ’33 e lo ha difeso con forza dagli avversari, mostrando come accanto al puro intrattenimento, è possibile far appassionare e riflettere.

Natura e civiltà, passato e futuro, cinema del passato e cinema del futuro, cinema per passione e cinema per denaro: temi affrontati dignitosamente, col supporto di meravigliose interpretazioni e un ottimo comparto tecnico di una Weta in piena forma.

Giudizio finale: mi tatuo un biplano sul palmo destro.