43 – I Vitelloni

alberto sordi, federico fellini, nino rota, tatuaggio

Un film che svela gli embrioni dagli ambienti ristretti aristocratico-borghesi raccontati ne La dolce vita, e dei toni personalissimi di otto e mezzo, un film che si chiude in un isolamento con una singola via di fuga e allo stesso tempo si apre coralmente a un gruppo di amici co-protagonisti, ognuno dei quali si trova costretto ad affrontare una crescita reale e forzata, una crescita fino ad allora attutita dai confini ovattati de paesino che li ospita, una crescita che tuttavia continua a essere rifiutata e scalciata in avanti per l’intera pellicola.

Giudizio finale: mi tatuo un cerchio non completamente chiuso intorno all’ombelico

38 – Il Padrino (parte 3)

al pacino, il padrino, francis ford coppola, tatuaggio, recensione, mario puzo, nino rota

È tra i tre il più “vecchio” e il meno gangster, forse il più politico ma sicuramente il meno apprezzato.

Una delle cause è sicuramente il numero di personaggi leggermente minore, soprattutto di quelli carismatici (la mancanza di Vito Corleone interpretato da due grandissimi attori si sente eccome).

Personalmente non ho potuto che apprezzare questo terzo capitolo e ammirare ancora una volta le musiche di Nino Rota e quelle immagini impastate di giallo con le ombre accentuate sul volto.

Giudizio finale: mi tatuo la croce templare sul petto (sulla rosa).

28 – Il Padrino (parte 2)

al pacino premio oscar

Forse è solo una mia sensazione, ma guardando questo film e il capitolo precedente (immagino sarà così anche il successivo) ho trovato un insieme di elementi – primo fra tutti la fotografia – legati fortemente a questa saga, e a nessun altro film visto.

È come se prendendo una qualsiasi scena e riproducendone o soltanto i dialoghi, o soltanto il video, o soltanto la musica, li si associa sempre e senza dubbio al Padrino.

Il doppio filone narrativo presente in questa seconda parte credo lo renda un capitolo degno (se non superiore) del predecessore.

Magistrale De Niro che porta a compimento il difficile compito di accollarsi la parte di Vito Corleone che Marlon Brando aveva iconizzato.

Giudizio finale: mi tatuo un piccolo foglio tenuto da una spilla da balia sulla parte destra del petto con sopra la scritta “Red Star Line ” e sotto un “7”

25 – La dolce vita

la dolce vita federico fellini

La dolce vita ci mostra un mondo vacuo fatto di tanti individui soli, isolati e incapaci di comunicare tra loro.

Ogni vicenda sembra un film a sé stante, e la punta del compasso intorno a cui tutto gira è Marcello: insoddisfatto e indeciso, continuamente circondato da donne e paparazzi.

Giudizio finale: mi tatuo una spina elettrica scollegata che pende dall’orecchio.

Volevo giocare sul significato del verbo sentire che può essere esteso oltre a ciò che si ode… E poi era abbastanza difficile trovare un tatuaggio adatto a questo film!

18 – Il Padrino

il padrino marlon brando francis ford coppola al pacino premio oscar

Ho riconosciuto così tante citazioni che mi sembrava di averlo già visto.

Grande in tutti i sensi; scene, interpretazioni e musiche indimenticabili.

Ho avuto la sensazione di ascoltare un opera musicale magnifica, in cui l’intero film era una condensazione delle note proposte da Nino Rota.

Giudizio finale: mi tatuo una rosa sul petto (a sinistra)