67 – La grande bellezza

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Jap tende al tramonto della sua esistenza, è spento dentro e osserva il mondo intorno dissolversi in una danza fatta di vacuità, di niente.

Sorrentino accompagna lo spettatore in profonde immersioni nei complessi meandri dell’animo del protagonista, una Roma sfaccettata fa da sfondo, la sua estrema maestosità la fa fallire nel suo ruolo, la sua enorme maestosità le fa riuscire in pieno nel suo compito.

Il tema del doppio è evidente nel forte contrasto tra i corpi e le loro anime.

Film meraviglioso con deliziosi omaggi al cinema felliniano, primo fra tutti sicuramente la dolce vita,

Giudizio finale: mi tatuo una giraffa sul… non importa, è sparita.

p.s. Vi propongo questa recensione di Claudio di Biagio, non sono molto d’accordo con il suo discorso, o almeno nel vedere il film sono riuscito a immedesimarmi in Jep e ho vissuto la parte finale immerso nella storia senza coglierne le parti separate, ma trovo il suo modo di parlare di cinema meraviglioso, e questo video non è escluso.

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57 – Il divo

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Un quadro interessantissimo circa la politica italiana dei primi anni novanta focalizzata sulla figura di Giulio Andreotti interpretato da un Toni Servillo irriconoscibile.

Arte e critica strisciano aggrovigliate lungo lo schermo, le caratteristiche carrellate di Sorrentino accarezzano l’imperturbabilità talvolta snervante del protagonista.

La presentazione dei personaggi mi è piaciuta tantissimo.

Giudizio finale: mi tatuo un’aspirina sulla fronte.

 

47 – This must be the place

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Una storia inusuale che si impersonìfica nella vecchia Rockstar Cheyenne ancora nascosta dietro la sua maschera.

Gli incontri e le tematiche rendono la pellicola un qualcosa di simile a una raccolta di poesie, similitudine supportata per buona percentuale dalla maestria di Sorrentino dietro la macchina da presa.

Molto interessante la figura del protagonista, quasi iconica, ancora più interessante il suo percorso.

Giudizio finale: mi tatuo il mio numero di telefono sull’avambraccio destro.