79 – Quinto potere

quinto potere network premio oscar tatuaggio

Una ragione in più per dimostrare la potenza del cinema, la capacità di colpire l’attenzione,  la forza profetica del messaggio che giunge diretto con un monologo oppure filtrato da un personaggio che è pura metafora.

Realtà e finzione sono permanentemente l’una contro l’altra, la distopìa è l’esagerazione necessaria affinché ciò che distorce possa comparire più nitido agli occhi di chi la osserva,  e mai come in questo film questi occhi sono descritti magistralmente, con tutte le presbiopie e con l’annessa indifferenza di chi  guarda con curiosità ciò che appare insolito, ma smette nel momento in cui il dito è puntato verso se stessi.

C’ è un tentativo di rialzarsi, ma la visione finale è necessariamente pessimistica, d’altronde è pur sempre un film, pura finzione che critica lo stesso sistema che gli permette di criticare il sistema, insomma un paradossale piegarsi su se stessi dove per tornare indietro probabilmente è troppo tardi.

Cine-tatuaggio: un pulsante di RESET dietro la nuca.

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28 – Il Padrino (parte 2)

al pacino premio oscar

Forse è solo una mia sensazione, ma guardando questo film e il capitolo precedente (immagino sarà così anche il successivo) ho trovato un insieme di elementi – primo fra tutti la fotografia – legati fortemente a questa saga, e a nessun altro film visto.

È come se prendendo una qualsiasi scena e riproducendone o soltanto i dialoghi, o soltanto il video, o soltanto la musica, li si associa sempre e senza dubbio al Padrino.

Il doppio filone narrativo presente in questa seconda parte credo lo renda un capitolo degno (se non superiore) del predecessore.

Magistrale De Niro che porta a compimento il difficile compito di accollarsi la parte di Vito Corleone che Marlon Brando aveva iconizzato.

Giudizio finale: mi tatuo un piccolo foglio tenuto da una spilla da balia sulla parte destra del petto con sopra la scritta “Red Star Line ” e sotto un “7”

18 – Il Padrino

il padrino marlon brando francis ford coppola al pacino premio oscar

Ho riconosciuto così tante citazioni che mi sembrava di averlo già visto.

Grande in tutti i sensi; scene, interpretazioni e musiche indimenticabili.

Ho avuto la sensazione di ascoltare un opera musicale magnifica, in cui l’intero film era una condensazione delle note proposte da Nino Rota.

Giudizio finale: mi tatuo una rosa sul petto (a sinistra)

2 – Apocalypse Now redux

apocalypse now redux

Non ho visto la versione breve prima di questa (quella senza redux nel titolo), non so come potrebbe reggersi la pellicola senza 47 minuti.

Inoltre il finale della prima versione era diverso. Non voglio vederlo.

Molto poetico, molto sofferto.

Piuttosto che la prima versione, guarderei volentieri il documentario del making of.

Bellissima la metafora del fiume, la cornice musicale dei Doors all’inizio e alla fine.

Molto sentite le transizioni nel montaggio.

Magnifica interpretazione di Marlon Brando.

Giudizio finale: me lo tatuo sul collo del piede, una bandiera del Vietnam rossa con la stella gialla; quei classici tatuaggi che puoi vedere quando fai una doccia, o quando sei in spiaggia e il caldo ti soffoca, o magari quando fai surf!