174 – Eyes Wide Shut

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Ossimorico in ogni elemento – consapevole di esserlo fin dal titolo – ci conduce in una New York onirica definita da colori che dominano ogni scena (dai rossi che compaiono quasi in ogni inquadratura, alle riprese in casa quasi blu, a quelle gialle durante la festa.)

Un’odissea assurda all’interno dell’ipocrisia delle relazioni umane, una setta misteriosa che non viene smascherata e che si rivela essere solo una delle tante possibili allegorie.

Eyes Wide Shut richiama elementi di tutta la filmografia kubrickiana quasi con la consapevolezza di esserne l’epilogo: dalla violenza di Arancia meccanica, all’ossessione di Shining, alla già citata Odissea.

Cine-tatuaggio: un elastico dietro la nuca che si attacca dietro la mascella come se il volto fosse una maschera.

P.s. Perdonatemi qui per questo e gli altri cine-tatuaggi in cui cerco disperatamente poche parole per film che richiederebbero ore di discussioni approfondite (e competenza).

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154 – Lolita

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Una tensione erotica aleggia per tutta la durata della pellicola, non dà possibilità all’occhio o alla mente di scaricarsi e diventa quasi insopportabile dal momento che – escluse le scene che fanno da cornice – accompagna lo spettatore per quasi tre ore!

In ogni scena è possibile percepire ciò che Kubrick avrebbe offerto al cinema: dal dramma familiare, all’umorismo nero, alla pazzia… eppure non riesco ancora ad associarlo ai grandi lavori che seguiranno per quanto non ha senso negare la bellezza e la perfezione del film.

Sorvolando su Orizzonti di gloria, che nonostante sia precedente cronologicamente trovo sia uno dei capolavori più importanti, credo che Lolita sia un vero e proprio ponte verso una filmografia più matura e consapevole: il noir/thriller mostrato in Rapina a mano armata, viene riproposto nella prima parte e poi abbandonato per inseguire un qualcosa di nuovo e totalmente differente.

Cine-tatuaggio: un colpo di pistola sotto la guancia sinistra.

141 – Rapina a mano armata

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Non mi ha soddisfatto pienamente, credo che non sia invecchiato bene nonostante sia considerato uno dei noir più importanti del periodo soprattutto grazie all’utilizzo innovativo dei flashback.

La vicenda è fluida e si fa seguire, ma trattandosi del maestro  è come se mi aspettavo sempre qualcosa in più.

Qualcuno potrebbe far notare che è un film del ’56, risponderei che l’anno successivo lo stesso Kubrick ha offerto al mondo Orizzonti di gloria, che per quanto abbia dimenticato al 90% ricordo che mi colpì tantissimo.

Cine-tatuaggio: un ferro di cavallo sotto il tallone sinistro.

P.S. questo – come ogni articolo di questo blog – non vuole essere un giudizio critico, ma appunti di un aspirante cinefilo. Kubrick lo adoro e il film mi è piaciuto, semplicemente avevo aspettative ancora più alte.

106 – Barry Lyndon

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Un passato perfettamente ricostruito che mette in luce ciò che è dell’uomo al di là del tempo.

Il percorso di un protagonista che affronta un destino che innalza e abbassa senza un apparente criterio, un cammino che incontra il valore e la corruzione, l’amore e il dolore, la ricchezza e la povertà…

Il mondo delle maschere, dell’ipocrisia, dell’onore da difendere, un mondo stordito dalla propria finzione, incapace di venir fuori dall’apparenza che si è imposto e che resta  irrigidito come tempera su tela.

Cine-tatuaggio: un colpo di fucile sotto il ginocchio sinistro.

80 – Orizzonti di gloria

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Quando vedi molti film – e questo è il mio caso – cominci ad abituarti a ritrovarti davanti a determinate sequenze, riprese, montaggi, clichè e a imparare a riconoscerli.

Poi capita di ricevere una deviazione, un qualcosa di inaspettato, soprattutto quando in un modo o nell’altro si hanno delle aspettative particolari.

Questo è uno di quei film… Non che non ero capace di aspettarmi un capolavoro da Stanley Kubrick, ma tutte le premesse che ho scritto poco fa spiegano perché sono molto meno proteso ad emozionarmi.

A un certo punto non ho trattenuto le lacrime.

Cine-tatuaggio: una medaglia sul petto

70 – Il dottor Stranamore

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Non ho ancora visto un film di Kubrick che non porti impresso il suo genio, e questo non fa eccezione.

Per l’intera durata scorre fluido, prendendo singolarmente ogni scena ci si trova di fronte a un lavoro stratificato perfetto in ogni sua parte.

Ciò che colpisce è la reazione ai titoli di coda di chi riflette su quanto appena visto.

Dopo aver sorriso di fronte a stereotipi ben realizzati e situazioni assurde viene da riflettere sul film nella sua totalità e su quanto tutte quelle vicende siano tutt’altro che divertenti!

Giudizio finale: mi tatuo le lettere OPE sul dorso della mano destra.