73 – L’ultima tentazione di Cristo

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Non posso pensarti figlio di Dio, ma figlio dell’uomo...” cantava De André, e nel ripetere quel ritornello posso diventava voglio, infine devo.

Questo film di Scorsese credo non si allontani molto dai temi de La buona novella.

Dafoe interpreta un Cristo umano in ogni suo dubbio, in ogni sua paura e nella sua possibilità di peccare.

Credo che sotto molti aspetti il sia volutamente provocatorio, e credo che lo sia per stabilire un giudizio equilibrato nei confronti di uno dei più importanti personaggi della storia dell’umanità troppo spesso considerato fuori dalla sua natura.

Interessantissima inoltre la visione di Giuda.

Cine-tatuaggio: una mela morsicata sulla scapola destra

Ringrazio Danilo per avermelo consigliato!

68 – American Psycho

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Credo che sia un film che si può considerare un campo da gioco per Christian Bale.

Se da un lato infatti mostra una delle realtà americane degli anni ottanta, dall’altro si propone pur sempre come un thriller visto dagli occhi dell’assassino e con la quasi assenza di fase investigativa, scelta che se è vero che supporta la critica sociale all’invisibilità degli yuppie come individui, è anche vero che rischia di non risultare stimolante per gli amanti del genere di appartenenza.

Si viene a creare così un delicato equilibrio che fa oscillare American Psycho tra il piacevole e il noioso.

In questo senso è fondamentale l’interpretazione di Bale che sbilancia questo equilibrio facendo crollare il film sul primo dei due lati.

Ringrazio Alessandra per avermelo suggerito.

Giudizio finale: mi tatuo una piccola accetta dietro la nuca

65 – Nymphomaniac

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Devo ammettere che ero molto incuriosito da questo film, per la provocazione che esso stesso incute e per il gradimento che ha suscitato in diverse persone (che seguo su internet o che conosco di persona).

Forse il termine capolavoro gli è attribuito a buon diritto, forse è semplicemente l’ennesima volta che si abusa del termine per definire un film bello, forse – ancora – il film non è bello, ma semplicemente sfarzoso.

Mai come in questo caso sono confuso, non riesco a capire se mi è piaciuto davvero o se semplicemente ho ceduto a un’esca che mi è stata protesa.

Anche se fosse soltanto in apparenza però, posso dire che mi ricorda il discorso sui falsi dell’arte: come si può definire falsa un’opera se suscita delle emozioni in chi la osserva?

è un film che supera di gran lunga il fascino del proibito e oltre alla confezione ben fatta contiene un ottimo contenuto.

Il rapporto con gli alberi credo sia stato l’elemento che mi è piaciuto più di tutti.

Cine-tatuaggio: due parentesi nei due interni coscia

45 – Le avventure acquatiche di Steve Zissou

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Wes Anderson  gioca col cinema, lo svela, rende lo spettatore consapevole e non imita in nessun momento la vita reale.

Con questi presupposti crea ogni volta un qualcosa di incredibile e meraviglioso che riesce a tirar fuori sensazioni non chiare né definibili, spesso ossimòriche, come la leggerezza-profondità di molte scene.

Questo film rientra perfettamente nei canoni non convenzionali del regista e trasporta in un’avventura incredibile fatta di luoghi meravigliosi, personaggi stravaganti e a bordo della nave più bella che si possa immaginare per un’avventura di questo genere.

Prima del tatuaggio ci tenevo ad appuntare la cura maniacale dei particolari, la scelta dei colori e la colonna sonora (compreso il modo in cui viene proposta).

Giudizio finale: mi tatuo delle branchie sul collo.

17 – Grand Budapest Hotel

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Non conoscevo Wes Anderson come regista, ora sento l’obbligo verso me stesso di recuperarne la filmografia.

Lo stile, il gusto, la poesia, la leggerezza, l’originalità, la raffinatezza.

Ognuno di questi elementi sovrasta l’altro in una sorta di Jenga che si eleva verso l’infinito e oltre.

Parole forse eccessive per un aspirante cinefilo che arriva al film in maniera quasi diretta senza aver consultato “fonti autorevoli”…

Ma come può non essere criticato positivamente Grand Budapest Hotel?!

Giudizio finale: mi tatuo due chiavi incrociate sul petto a sinistra.